martedì 2 luglio 2013

Lettera a Mario Monti


lettera

Inviata al Prof. Monti – di Giuliano Colaci

Buongiorno Prof. Monti.

Voglia scusarmi se non la chiamo Senatore,ma ho una forma di rigetto e di rifiuto nel chiamarla così , in quanto non sò cosa abbia fatto lei di tanto eclatante per meritarsi da parte del Presidente della Repubblica questa onorabilissima ed alta carica da Senatore a vita, oltretutto a spese degli Italiani. Secondo la mia personale opinione, dopo tutti i danni che ha fatto in 14 mesi con il suo governo dovrebbe per rispetto delle persone danneggiate ,dare quanto prima le dimissioni. Le prossime elezioni politiche se lei vuole rimettersi in gioco, lo farà a pari merito degli altri candidati, stia certo che tre milioni di voti questa volta se li può veramente scordare e stia certo che lei non sarà eletto Senatore tantomeno Deputato della Repubblica.

Il gruppo Bilderberg sotto accusa per la sua "finta charity"

La Charity Commission aveva concesso lo status di non profit a un'associazione legata al gruppo, i cui meeting sono riservati e che secondo alcuni assomiglia più a una setta che a una lobby. Ora però un ricorso chiede di riesaminare la decisione: i fini dell'associazione sono davvero di pubblica utilità?




Il gruppo Bilderberg non smette di far parlare di sé, e questa volta finisce sotto i riflettori in Gran Bretagna a causa del riconoscimento da parte della Charity Commission dello status di non profit a una sua emanazione, la Bilderberg Association.

Come si ricorderà, il gruppo Bilderberg è quell'accolita di potenti (circa 130, provenienti in maggioranza dai paesi anglosassoni e occidentali) che si riunisce una volta l'anno in via riservata per discutere di problemi mondiali. Per alcuni si tratta però di qualcosa di diverso e più inquietante:  una sorta di setta di superpotenti che si accordano segretamente per dirigere le sorti del mondo e dell'economia a loro vantaggio. Una leggenda, o teoria del complotto, resa più credibile probabilmente da un fatto indiscutibile: i meeting del gruppo sono chiusi a pubblico e stampa, e nulla trapela di quanto viene trattato nel corso degli incontri.

lunedì 1 luglio 2013

Scenario di quanto accaduto al largo delle coste del Kerala il 15 Febbraio 2012 in italiano e in inglese di Stefano Tronconi.

di Stefano Tronconi 
Per chi 'mastica' abbastanza bene l'inglese ho preparato una traduzione del presunto nuovo scenario di quanto accaduto al largo delle coste del Kerala il 15 Febbraio 2012 (con l'aggiunta di una 'maliziosa' domanda finale che, per chi ha seguito la vicenda sui media indiani, risponde a quel disgustoso 'Will killer Italian Marines pay the price for their crimes?' con cui la TV spazzatura indiana spesso chiudeva i propri servizi sul caso). Tale traduzione può essere liberamente utilizzata ed adattata da chiunque per intervenire sui media indiani ed internazionali.

ORDINE TASSATIVO, BRUCIARE I NASTRI

Mafia, Riina conferma esistenza trattativa. E rivela: “Io, andreottiano da sempre”

Il boss cambia strategia proprio all'inizio del processo, spiegando che a farlo arrestare furono Provenzano e Ciancimino. Le parole del capomafia, che non collabora con la giustizia, sono finite in una relazione degli agenti che oggi è stata depositata agli atti



Totò Riina conferma l’esistenza delle trattativa Stato-mafia, cambiando strategia proprio all’inizio del processo. “Io non cercavo nessuno, erano loro che cercavano me”, ha detto, spiegando che a farlo arrestare furono Bernardo Provenzano e Vito Ciancimino. Le parole del capomafia, che non collabora con la giustizia, sono finite in una relazione degli agenti che oggi è stata depositata agli atti del processo sulla trattativa insieme agli interrogatori delle guardie carcerarie. Il documento è stato inviato ai magistrati della Procura di Palermo che si occupano della trattativa Stato-mafia: Nino Di Matteo, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia.

Cancro, chi è povero muore

Per la prima volta in Italia due farmaci oncologici sono stati messi in vendita solo a pagamento: chi vuole curarsi deve pagare più di mille euro a settimana. E' una violazione della Costituzione, ma il governo fa finta di niente

 
 
Non se ne è accorto nessuno. Ma presto se ne accorgeranno i malati di cancro. Perché, in barba alla Costituzione, per la prima volta nel nostro Paese, le autorità sanitarie hanno deciso che ci sono malati di tumore ricchi che avranno accesso a due farmaci oncologici, e quelli poveri che dovranno fare senza. 
 
 
E' accaduto infatti che il pertuzumab (Roche) e l'afibercept (Sanofi-Aventis) siano stati autorizzati dall'Aifa (Agenzia italiana per il farmaco) il 27 maggio scorso e quindi ammessi in farmacia, ma a totale carico del malato. 
 

Che, se vuole curarsi, dovrà quindi pagare per il farmaco Roche 6.000 euro per le prime due somministrazioni e poi tremila euro ogni 21 giorni; e per quello Sanofi Aventis 4.000 euro ogni tre settimane.