Il dibattito parlamentare è usualmente dominato da appartenenze ideologiche, da visioni e interessi di parte. l'idea di valutare le politiche pubbliche (economiche, sociali, industriali...) è nota ma pochissimo praticata in italia. qualunque visione si abbia del futuro italiano è necessario puntare all'efficacia delle politiche approvate in parlamento con una seria valutazione.
Quale tema più “politico” di questo: come si valutano le politiche pubbliche?
Fra un po’ avremo un nuovo Parlamento che, come tutti i precedenti,
deciderà quali tasse mettere e togliere, quali provvedimenti varare per
il rilancio dell’economia, quali interventi sociali a favore delle fasce
più povere, come riorganizzare la sanità, quale ponte costruire (oppure
no) sullo Stretto… Su ciascuno di questi impegnativi provvedimenti,
destinati a incidere pesantemente sulla vita dei cittadini, sulle sorti
del Paese, si consumerà l’aspro dibattito fra maggioranza e opposizione
nei salotti di Porta a Porta, di Ballarò e occasionalmente nelle aule parlamentari, più o meno in questo stile dialettico:
- Abbiamo ragione noi perché [bla bla bla]!
- No, voi avete torto perché [bla bla bla]!
- Tu menti, perché la verità è [bla bla bla]!
- Io ti querelo se mi dai del mentitore, sai benissimo che la verità è [bla bla bla].
Dopo tale approfondita discussione chi ha la maggioranza ottiene di
fare – o di non fare – l’intervento in questione, la legge proposta.
Tutti noi cittadini-elettori-telespettatori cerchiamo di capirci qualche cosa ma, come ho spiegato in un post precedente (Più vi informate e meno capite?)
ciò è impossibile per svariati motivi, o quantomeno assaissimamente
difficile, e ciascuno finisce col dare ragione al leader, al partito, di
cui è già sostenitore.



