giovedì 2 giugno 2016

2 GIUGNO 2016: UN PERCORSO DI 70 ANNI VOLGE AL TERMINE

Notare la felicità sul volto del presidente del Consiglio Matteo Renzi

Questo 2 giugno sarà comunque la conclusione di un percorso di 70 anni, il prossimo sarà in ogni caso diverso. 

Se dovesse sciaguratamente vincere il SI alla controriforma costituzionale di Renzi, l'Italia sarà ancora formalmente una repubblica, ma somiglierà di fatto ad una monarchia autoritaria elettiva, dove una persona sola sarà al comando. Anche l'istituzione di un senato di nominati, che oggi è il vanto principale di Renzi, somiglia sinistramente a ciò che stabiliva lo Statuto Albertino del 1848. Se dovesse vincere il SI sarebbe la sanzione di un regime. 

martedì 31 maggio 2016

DEMOCRAZIA ALL'ITALIANA.


Ci dicono che saremmo in Democrazia, beh innanzi tutto ci sarebbe questa Costituzione, la più bella del mondo dicono e allora mi chiedo come mai abbiano tutta questa fregola di cambiarla; ma no, è la parte tecnica dai, la parte principale, la prima quella che titola Diritti e Doveri dei Cittadini mica si tocca, sono 54 Articoli come dire...sacri, talmente sacri che non hanno mai neppure osato leggerli, figuriamoci applicarli; oddio, ci si sono ispirati per quanto riguarda i Doveri, un po' per sentito dire, tipo chiacchierando in aula uno che dice all'altro: ma sai che il Senatore Caio mi ha detto di aver conosciuto uno che la aveva letta e c'era scritto che le imposte possono anche superare il duemila per cento lo stabilisce il Parlamento. 

lunedì 4 aprile 2016

Uranio impoverito. Per il Ministro Pinotti “NON” esiste il problema …


Che il governo della Repubblica e gli Stati Maggiori delle tre Forze Armate siano in trincea nel non riconoscere il problema dell’uranio impoverito usato dagli USA e dalla NATO nei teatri di intervento a cominciare dall’Iraq, è cosa nota.
Che governo e vertici militari si siano arroccati in difesa del “niet” è comprensibile perché riconoscere che oltre tremila militari italiani mandati in teatri di guerra a rischio per le polveri sottili dei proiettili sarebbe come ammettere ufficialmente che consapevolmente politici e vertici militari avrebbero mandato allo sbaraglio i militari.

mercoledì 16 marzo 2016

COME PUO' UN PAESE ESSERE DIFESO SE NON DIFENDE I SUOI DIFENSORI?

Sabato 26 marzo nelle nostre piazze per Max e Salvo.


Il prossimo 30 marzo al Tribunale Arbitrale dell'Aia si aprirà il dibattito sulla richiesta di misure provvisorie per Salvatore Girone e Massimiliano Latorre: ultima speranza per permettere ai due militari di attendere in Italia la conclusione dell'iter dell'arbitrato internazionale che deciderà, non prima del 2018, a quale paese compete la giurisdizione sulla vicenda.

In attesa di queste scadenze il silenzio sta diventando sempre più fitto: nessun commento sulla stampa, nessun comunicato da parte del Governo.
Ma a questo silenzio, sempre più simile ad una congiura, non si sono arresi numerosi cittadini che, con costanza e determinazione, in questi anni si sono organizzati nella rete non solo per dimostrare solidarietà ai nostri due connazionali ma anche e soprattutto per lanciare campagne di informazione sulla vicenda e sulla sua strumentalizzazione da parte dell'India.

lunedì 22 febbraio 2016

Marò: parte una nuova campagna web per l’innocenza dei nostri soldati


Roma, 20 feb – L’articolo di oggi su Libero a firma Chiara Giannini segna una nuova fase per i cittadini italiani che si battono per “Verità e Giustizia per Massimiliano e Salvatore”, concludendo: “Oggi partirà una diffusione planetaria tramite newsletter che riporta al sito (www.italianmarines.net) che si potrà leggere in USA, Australia, Asia e in qualsiasi altra parte del mondo. Insomma la RAI oscurerà anche i Marò, ma non ha fatto i conti con la potenza mediatica del web”. Si deve partire come al solito dall’apertura della cassaforte indiana che per quattro anni ha custodito i documenti giudiziari sulla base dei quali i nostri militari sono stati arrestati e che la Republic of India ha usato come prova di colpevolezza a supporto di un documento scritto depositato il 6 Agosto 2015 al Tribunale di Amburgo sul Diritto del Mare (ITLOS). E proprio per non farsi mancare niente ha scritto anche che “in questa vicenda l’Italia cerca compassione”.