lunedì 26 settembre 2016

Referendum costituzionale, se la riforma fa schifo perché votare Sì?


Secondo il sondaggio commissionato dal TgLa7 all’Emg di Fabrizio Masia in una settimana il Sì al referendum costituzionalesarebbe passato dal 28,5% al 30,1%, il No dal 30,8% al 34,1% e gli indecisi sarebbero calati al 35,8% e cioè sarebbero scesi di quasi 5 punti. Difficile individuare con certezza le ragioni di un andamento che andrebbe oltre le più rosee aspettative di quelli che, pur con un tasso di credibilità, di coerenza e di impegno non omologabile (vedi i “ravveduti” di FI), si stanno battendo perché, per dirla con la bella immagine di Paolo Prodi, “il bitorzolo” della riforma Boschi non deturpi la Costituzione.
Può aver contribuito a sollecitare per il No un bel numero di indecisi anche l’effetto boomerang dell’uscita dell’ambasciatore americano che deve aver fatto breccia sull’orgoglio nazionale e sulla volontà di sentirsi cittadini sovrani non condizionabili dai richiami indebiti dettati da “cattiva informazione, magari da una fonte italiana non del tutto disinteressata”, come ha osservato, tra gli altri, Ugo De Siervo, presidente emerito della Consulta.

Alfano ha finito i soldi per i migranti. ​Le coop vogliono 600 milioni

Ministero dell'Intero e governo alla ricerca di fondi per i migranti. Che tra poco rischiano di essere "sfrattati" dai centri di accoglienza.


Un duro colpo per i maestri dell'accoglienza. Non ci sono più soldi. Nisba. E i migranti ospitati nei centri profughi rischiano lo "sfratto".

Mancano i soldi per i migranti

Il ministro Alfano, già 15 giorni fa, ha inviato un sollecito al Tesoro: datemi 600 milioni subito, 1 miliardo fino alla fine dell'anno, oppure il sistema va a rotoli. Secondo quanto scrive il Corriere, infatti, da aprile scorso i conti sono in rosso e il ministero ha bloccato i pagamenti a chi gestisce direttamente o indirettamente il servizio. Sia le aziende che operano all'interno degli Sprar e centri di prima accoglienza, sia le Coop e Onlus attive in tutto il territorio nazionale.
Una debacle. Le varie associazioni hanno firmato un ultimatum: il 30 settembre, se mancheranno ancora i soldi, salterranno gli accordi stipulati con prefetture e Comuni. E addio beneficienza: i profughi rischiano di essere "sfrattati".

domenica 25 settembre 2016

Referendum, Brunetta: "Renzi imbroglione, usa la scheda elettorale come spot per il Sì"

Il presidente dei deputati di Forza Italia attacca il premier: "Siamo al paradosso, è una domanda confezionata ad arte". La Boschi ribatte: "Eʼ il titolo della legge, nessun imbroglio"


La scheda elettorale per il referendum costituzionale mostrata da Matteo Renzi in tv "è un vero e proprio spot per il Sì". E' quanto ha dichiarato il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, il quale ha attaccato il premier sulla scelta del quesito proposto agli italiani: "E' una domanda confezionata ad arte per invogliare a scrivere Sì, un imbroglio bello e buono". La risposta del ministroBoschi: "Il quesito è il titolo della legge, non c'è nessun imbroglio".
"Sul referendum per la schiforma costituzionale siamo al paradosso - ha proseguito Brunetta -.Nel 2006 noi, che eravamo un governo serio e per bene avevamo chiesto agli italiani se acconsentivano alla modifica della Parte II della Costituzione. Oggi questo governo di imbroglioni, vuole ingannare gli italiani con una scheda che altro non è che uno spot".

In 10 anni raddoppiate le famiglie in povertà assoluta


In 10 anni le famiglie italiane che vivono in povertà assoluta sono quasi raddoppiate (+93,2%), passando da 819.000 del 2005 a più di 1,5 milioni nel 2015. Gli individui in gravi difficoltà sono addirittura aumentati del 140,6%, passando da 1,9 milioni a 4,6 milioni. I dati forniti dall’Istat, ed elaborati dall’Adnkronos, mostrano l’enorme incremento del numero delle persone che versano in gravi difficoltà economiche, registrato in una sola decade.
Proprio per aiutare questi soggetti il governo ha annunciato l’intenzione di voler introdurre delle misure contro la povertà, nella prossima legge di bilancio.

La Costituzione come panacea per ogni male, tranne che per le facce di bronzo


Essendo immuni a qualsiasi senso della vergogna e sprezzanti del ridicolo qualcuno dovrà richiamarli ad atteggiamenti consoni al ruolo che ricoprono altrimenti continueranno con questo fare da magliaro. Ma chi stabilisce quando è il momento di dire basta? Qual è il limite massimo di indecenza istituzionale? È ammissibile che il primo ministro e i suoi accoliti continuino impuniti, tra l’indifferenza generale delle più alte cariche dello Stato, a spargere frottole? Prima o poi qualcuno dovrà pur dirgli “adesso basta con le cazzate!”. Difronte a siffatta sgramamticatura istituzionale in un Paese non dico serio ma almeno decente succederebbe qualcosa del genere: https://youtu.be/BqAe5Rzvq4Y

Se non attribuiscono alla Costituzione anche proprietà curative al sale non è per un limite che si sono posti alla menzogna e alla scorrettezza ma perché così rischiano di doversi far portare le arance. Nel confronto che si è tenuto giovedì con Marco Travaglio, l’acchiappagonzi, che non ci sarebbe nulla di male se non fosse anche il primo ministro, ha dichiarato: “La riforma costituzionale porta 500 milioni di euro di risparmi. Noi stiamo togliendo il giochino dei rimborsi ai partiti, dal Pd ai Cinquestelle. Chi vota sì toglie questo meccanismo, chi vota no, vota la casta”.