martedì 25 ottobre 2016

Gli italiani di #Goro e #Gorino hanno detto basta! Quando lo faranno pure gli altri italiani?

Foto tratta da La Nuova Ferrara

Oggi gli italiani di #Goro e #Gorino hanno fatto #barricate contro l’invasione straniera. La stampa si lagna che, a non essere «accolte», sono state «dodici povere donne».
Le poverine, però, fan parte di un gruppetto di 10.000 clandestini arrivati in Italia in tre giorni: quasi tutti maschi.
Questi fan parte di un gruppetto di 150.000 clandestini arrivati in un anno: maschi.
I quali, a loro volta, fan parte di un gruppetto di 300.000 clandestini arrivati in due anni: maschi.

Tutti questi simpatici amici sono stati portati da Renzi e Alfano nei villaggi, nei quartieri periferici, nelle campagne italiane. In molti borghi sono maggioranza, in molti rioni sono più numerosi dei nostri figli. Un intero popolo è stato trapiantato sul nostro territorio, sbattendosene dei disagi arrecati alla popolazione italiana.

lunedì 24 ottobre 2016

#no #iovotono ... e non fatevi incantare!


Attenzione amici.
Se voterete al Referendum del 4 dicembre, farete in modo che entri in vigore la seguente disposizione:
«La potestà legislativa è esercitata dallo Stato nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea». 
È il nuovo art. 117 della Costituzione, scritto da Renzi e dai suoi compari.
Se passa, la volontà popolare perderà definitivamente ogni potere.
I rappresentanti del popolo, infatti, potranno approvare solo leggi rispettose delle decisioni delle oligarchie europee. Ma qualunque legge, da essi approvata, che fosse in disaccordo con tali decisioni, sarebbe automaticamente incostituzionale e perciò priva di efficacia, in base al nuovo testo – scritto da Renzi – dell’art. 117 della Costituzione.

giovedì 13 ottobre 2016

Don Chisciotte contro i mulini a vento … questa sono io solo che non combatto contro i mulini, ma contro dei mostri senza anima


Una delle battaglie che porto avanti da 3 anni circa è quella della strana scomparsa della vita civile di mezzo secolo scomparsa, non si sa come ne’ il perchè, nella città di Urbino.
Ho fatto fare denunce ai Carabinieri, alla Prefettura, alla Corte dei Conti, ma non ho avuto risposta.
L’unica risposta avuta il fatto che “qualche” hacker è entrato nel portale del giornale che dirigo e ha CANCELLATO l’articolo che parlava di questo. Hanno praticamente messo la firma sul fatto che è una cosa che SCOTTA e anche parecchio. Ma i malandrini non sapevano che l’articolo che avevano cancellato (lo stesso riportato nelle denunce fatte) era del mio vecchio portale, per cui nel nuovo gli articoli ci sono ancora e tutti intatti!
Avete presente che importanza hanno i poli archivistici di stato? Sono il nostro tesoro più grande perchè non solo si può risalire a disegni o invenzioni come nel caso di Leonardo da Vinci (tanto per fare un esempio) ma ci sono memorizzate tutte le malattie genetiche di generazioni e generazioni e il punto cruciale della mia battaglia è proprio questo.
questo un articolo scritto dopo la sparizione del primo in cui denunciavo questa brutta storia:
COSA SI NASCONDE DIETRO QUESTA SPARIZIONE? PERCHE’ NESSUNO DA UNA RISPOSTA?- – Agorà News on Line

martedì 4 ottobre 2016

INFORMARSI E' GIUSTO ... L'IMPORTANTE E' POI METTERE UN BEL #NO !

Sondaggi, referendum: solo uno su 10 sa bene di cosa parla. Un quinto di elettori Pd col no, un quinto dei 5 Stelle col sì

I dati di Ipsos per il Corriere della Sera quasi sorprendenti: nonostante di riforme e del voto del 4 dicembre si parli tutti i giorni, solo il 10 per cento risponde di conoscere i contenuti nel dettaglio. Intanto il no resta in vantaggio (di poco), con una fetta sempre ampia di indecisi. E nonostante molti si dicano favorevoli a tutti i punti della riforma...


Il no trionfa al sud e nelle isole, il sì fa il pieno al centro e nel nord-ovest. Un elettore su 5 del Pd vota no alle riforme, ma uno su 5 dei Cinquestelle vuole approvarle. Due su 5 si dicono d’accordo con i contenuti della legge Boschi (in particolare la riduzione dei senatori e la fine del bicameralismo paritario, ma il primo partito resta quello degli indecisi e tra coloro che sicuramente parteciperanno al referendum sono in vantaggio i contrari. Infine, solo uno su 10 sa bene di cosa si parla, mentre uno su 10 risponde che non ha mai sentito parlare del referendum. E’ lo scenario che a 9 settimane dal referendum disegna un sondaggio di Ipsos, pubblicato dal Corriere della Sera.

Uno su 10 sa bene cosa c’è nella riforma
Il dato più significativo – e allarmante, senz’altro – è che pochissimi sanno di cosa si sta parlando. Il 10 per cento risponde di conoscere nel dettaglio la riforma, il 44 per cento dice di conoscerla “a grandi linee”, mentre il 38 per cento spiega di averne sentito solo parlare e il rimanente 8 confessa di non averne nemmeno mai sentito parlare. “Un dato sorprendente – scrive sul Corriere Nando Pagnoncelli, che dirige Ipsos – Tenuto conto che i mezzi di informazione ogni giorno ci parlano del referendum. Ma ne parlano prevalentemente riportando più il rumore di fondo (le polemiche e i conflitti tra i due schieramenti), mentre l’approfondimento del merito della riforma è merce rara, probabilmente perché risulta ostico agli elettori”.

martedì 27 settembre 2016

Referendum costituzionale, ecco perché voterò No

Una riforma costituzionale che sembra voler limitare la possibilità d’azione del popolo sovrano.


La Costituzione è la carta fondamentale di ogni paese civile e democratico del mondo. Non è immutabile, ma è giusto ponderare bene ogni  proposta di modifica prima di approvarla perché potrebbe incidere negativamente anche per decenni. Proprio per questo, dopo aver valutato attentamente le correzioni che si intendono apportare, ho deciso che voterò No al #referendum costituzionale.

Le modifiche proposte non migliorano la nostra Costituzione

Le modifiche sostenute in prima persona dal capo del governo, #MatteoRenzi, non mi sembrano affatto migliorative della Costituzione italiana, ma al contrario rappresentano un elemento capace di produrre una gran confusione. In via preliminare, comunque, mi sembra corretto sottolineare come questa riforma sia stata elaborata da un parlamento eletto con una legge elettorale, la famosa “porcata”, dichiarata illegittima. Già questo fatto è fonte, almeno per me, di grossi dubbi sulla validità stessa della proposta di modifica costituzionale approvata dai parlamentari eletti con una legge elettorale non legittima. Premesso questo, credo che le motivazioni del mio No siano da ricercare soprattutto nel merito della proposta.

lunedì 26 settembre 2016

Referendum costituzionale, se la riforma fa schifo perché votare Sì?


Secondo il sondaggio commissionato dal TgLa7 all’Emg di Fabrizio Masia in una settimana il Sì al referendum costituzionalesarebbe passato dal 28,5% al 30,1%, il No dal 30,8% al 34,1% e gli indecisi sarebbero calati al 35,8% e cioè sarebbero scesi di quasi 5 punti. Difficile individuare con certezza le ragioni di un andamento che andrebbe oltre le più rosee aspettative di quelli che, pur con un tasso di credibilità, di coerenza e di impegno non omologabile (vedi i “ravveduti” di FI), si stanno battendo perché, per dirla con la bella immagine di Paolo Prodi, “il bitorzolo” della riforma Boschi non deturpi la Costituzione.
Può aver contribuito a sollecitare per il No un bel numero di indecisi anche l’effetto boomerang dell’uscita dell’ambasciatore americano che deve aver fatto breccia sull’orgoglio nazionale e sulla volontà di sentirsi cittadini sovrani non condizionabili dai richiami indebiti dettati da “cattiva informazione, magari da una fonte italiana non del tutto disinteressata”, come ha osservato, tra gli altri, Ugo De Siervo, presidente emerito della Consulta.

Alfano ha finito i soldi per i migranti. ​Le coop vogliono 600 milioni

Ministero dell'Intero e governo alla ricerca di fondi per i migranti. Che tra poco rischiano di essere "sfrattati" dai centri di accoglienza.


Un duro colpo per i maestri dell'accoglienza. Non ci sono più soldi. Nisba. E i migranti ospitati nei centri profughi rischiano lo "sfratto".

Mancano i soldi per i migranti

Il ministro Alfano, già 15 giorni fa, ha inviato un sollecito al Tesoro: datemi 600 milioni subito, 1 miliardo fino alla fine dell'anno, oppure il sistema va a rotoli. Secondo quanto scrive il Corriere, infatti, da aprile scorso i conti sono in rosso e il ministero ha bloccato i pagamenti a chi gestisce direttamente o indirettamente il servizio. Sia le aziende che operano all'interno degli Sprar e centri di prima accoglienza, sia le Coop e Onlus attive in tutto il territorio nazionale.
Una debacle. Le varie associazioni hanno firmato un ultimatum: il 30 settembre, se mancheranno ancora i soldi, salterranno gli accordi stipulati con prefetture e Comuni. E addio beneficienza: i profughi rischiano di essere "sfrattati".

domenica 25 settembre 2016

Referendum, Brunetta: "Renzi imbroglione, usa la scheda elettorale come spot per il Sì"

Il presidente dei deputati di Forza Italia attacca il premier: "Siamo al paradosso, è una domanda confezionata ad arte". La Boschi ribatte: "Eʼ il titolo della legge, nessun imbroglio"


La scheda elettorale per il referendum costituzionale mostrata da Matteo Renzi in tv "è un vero e proprio spot per il Sì". E' quanto ha dichiarato il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, il quale ha attaccato il premier sulla scelta del quesito proposto agli italiani: "E' una domanda confezionata ad arte per invogliare a scrivere Sì, un imbroglio bello e buono". La risposta del ministroBoschi: "Il quesito è il titolo della legge, non c'è nessun imbroglio".
"Sul referendum per la schiforma costituzionale siamo al paradosso - ha proseguito Brunetta -.Nel 2006 noi, che eravamo un governo serio e per bene avevamo chiesto agli italiani se acconsentivano alla modifica della Parte II della Costituzione. Oggi questo governo di imbroglioni, vuole ingannare gli italiani con una scheda che altro non è che uno spot".

In 10 anni raddoppiate le famiglie in povertà assoluta


In 10 anni le famiglie italiane che vivono in povertà assoluta sono quasi raddoppiate (+93,2%), passando da 819.000 del 2005 a più di 1,5 milioni nel 2015. Gli individui in gravi difficoltà sono addirittura aumentati del 140,6%, passando da 1,9 milioni a 4,6 milioni. I dati forniti dall’Istat, ed elaborati dall’Adnkronos, mostrano l’enorme incremento del numero delle persone che versano in gravi difficoltà economiche, registrato in una sola decade.
Proprio per aiutare questi soggetti il governo ha annunciato l’intenzione di voler introdurre delle misure contro la povertà, nella prossima legge di bilancio.

La Costituzione come panacea per ogni male, tranne che per le facce di bronzo


Essendo immuni a qualsiasi senso della vergogna e sprezzanti del ridicolo qualcuno dovrà richiamarli ad atteggiamenti consoni al ruolo che ricoprono altrimenti continueranno con questo fare da magliaro. Ma chi stabilisce quando è il momento di dire basta? Qual è il limite massimo di indecenza istituzionale? È ammissibile che il primo ministro e i suoi accoliti continuino impuniti, tra l’indifferenza generale delle più alte cariche dello Stato, a spargere frottole? Prima o poi qualcuno dovrà pur dirgli “adesso basta con le cazzate!”. Difronte a siffatta sgramamticatura istituzionale in un Paese non dico serio ma almeno decente succederebbe qualcosa del genere: https://youtu.be/BqAe5Rzvq4Y

Se non attribuiscono alla Costituzione anche proprietà curative al sale non è per un limite che si sono posti alla menzogna e alla scorrettezza ma perché così rischiano di doversi far portare le arance. Nel confronto che si è tenuto giovedì con Marco Travaglio, l’acchiappagonzi, che non ci sarebbe nulla di male se non fosse anche il primo ministro, ha dichiarato: “La riforma costituzionale porta 500 milioni di euro di risparmi. Noi stiamo togliendo il giochino dei rimborsi ai partiti, dal Pd ai Cinquestelle. Chi vota sì toglie questo meccanismo, chi vota no, vota la casta”.

mercoledì 21 settembre 2016

Perché ho deciso di votare no al referendum costituzionale



18 SET - Gentile direttore,
I tormentati rapporti tra Stato e Regioni non trovano pace all’interno della Costituzione della Repubblica italiana e il dibattito tra centralismo e decentramento (se non federalismo) è diventato ormai una costante nel dibattito politico. Le Regioni sono gli unici enti politici che hanno il potere – oltre al Parlamento e, per la decretazione di urgenza o per gli atti aventi valore di legge, il Governo – di emanare atti legislativi relativi al territorio di competenza.
 
I rapporti tra legislazione statale e regionale sono regolamentati, da sempre e nelle varie formulazioni, dall’articolo 117 della Costituzione attraverso, inizialmente, la sola “legislazione concorrente” e, dopo la riforma del 2001, anche attraverso l’individuazione di materie di legislazione esclusiva di Stato e Regioni. Il legislatore costituzionale del 1948 attribuì allo Stato la competenza a legiferare in generale e attraverso l’articolo 117 individuò una serie di “materie” in cui le Regioni potevano emanare norme legislative “nei limiti dei principî fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, sempreché le norme stesse non siano in contrasto con l’interesse nazionale e con quello di altre Regioni”.



E’ quella che tecnicamente si chiama legislazione “concorrente”. Per legislazione concorrente si intende quel riparto di competenze tra Stato e Regioni nel quale, una stessa materia, necessita del duplice intervento tra legge statale e legge regionale. La prima è destinata e stabilire i “principi fondamentali della materia”, mentre la seconda è finalizzata a regolamentare la materia all’interno di quei principi.

Soros esce allo scoperto ed ammette di finanziare l’ondata migratoria


di L.Lago
Ci voleva il summit dell’ONU sulle migrazioni per ascoltare le dichiarazioni ufficiali del grande “sobillatore”, il finanziere ultra miliardario e speculatore George Soros, il quale, dopo aver riconosciuto di essere partecipe e sponsor dell’ondata di sollecitanti asilo che sono entrati in Europa nell’ultimo anno e mezzo, ha voluto presentarsi nelle vesti del “grande benefattore” ed ha assicurato che attualmente il suo obiettivo è quello di “creare imprese e prodotti” per migliorare le condizioni di vita dei migranti e rifugiati.
George Soros ha approfittato dell’occasione del primo vertice delle Nazioni Unite sulle migrazioni per annunciare un investimento di 500 milioni di dollari sulla “crisi dei rifugiati”. Il magnate, che in passato aveva finanziato anche il traffico degli aborti, ha riconosciuto già da alcuni mesi di essere lui dietro il finanziamento dei flussi migratori che nel corso dell’ultimo anno e mezzo hanno alterato il panorama dell’Europa.
L’ammissione di Soros d’altra parte conferma quanto era trapelato in precedenza già da oltre un anno grazie ad indagini svolte anche dai servizi di intelligence austriaci e da altri organismi che avevano trasmesso un rapporto informativo da cui si evince che i trasferimenti dei migranti, sia quelli dalla Turchia verso l’Europa, sia quelli dall’Africa sub Sahariana verso la Libia e poi in direzione dell’Italia, venivano cofinanziati dalle ONG, che in buona parte fanno capo al finanziere ebreo ungherese George Soros. Come pubblicato da controinformazione.info. (Vedi: Migrazioni di massa come arma geopolitica)

"Ti puoi salvare solo così". Feltri mette Renzi all'angolo: cosa fare per non "morire"


Matteo Renzi ha commesso molti errori. Il più grave dal punto di vista della politica interna è stato quello di attribuire al referendum confermativo una importanza vitale: se non lo vinco - disse - e non passano le riforme costituzionali mi dimetto. Cosicché il plebiscito non riguarda più i cambiamenti della Carta (discutibili almeno in parte) ma il premier in persona. In sostanza il popolo non voterà se sia o meno opportuno ridimensionare il Senato, abolendo il bicameralismo che rallenta la vita democratica, e togliere alle Regioni un potere che contrasta con quello centrale, bensì se confermare il premier oppure mandarlo a casa. Ma questo penso che ormai lo abbiano capito anche coloro che non capiscono nulla. In prospettiva, il problema è un altro: come si comporterà l’Italia in questa Europa illecitamente dominata dai tedeschi, dai banchieri e dagli speculatori che di tutto si preoccupano, specialmente delle loro tasche, e se ne infischiano dei popoli del continente? Renzi a Bratislava ha preso il cappello e se n’è andato via furibondo con la Merkel e con Hollande. Ma qualche giorno prima a Ventotene, dove nacque la idea sciagurata di costituire la Ue, egli si era dimostrato amico dei gestori del baraccone di Bruxelles.

Quando le organizzazioni ‘umanitarie’ diventano funzionali al potere


(di Mostafa El Ayoubi* – Nigrizia)
La guerra e l’umanitario idealmente sono due realtà che si contrappongono: la guerra provoca disastri umani e ambientali; l’umanitario, invece, soccorre le vittime e promuove i diritti. Ma nella prassi le due dottrine sono spesso interconnesse e convergono, delle volte, verso lo stesso obiettivo: quello di essere al servizio degli interessi delle grandi potenze mondiali. Si fa la guerra in nome dell’umanitario.
Il diritto all’ingerenza umanitaria è evocato quando è funzionale agli interessi dei Paesi dominanti del pianeta. In caso contrario è il diritto alla sovranità e, quindi, alla non ingerenza che viene sbandierato: ingerenza umanitaria in Libia nel 2011, non ingerenza nel caso della guerra condotta, a partire dall’aprile 2015, dall’Arabia Saudita contro lo Yemen.

lunedì 19 settembre 2016

CARO, MI FAI RIMBORSARE LA MULTA? ECCO LA BRAGANTINI, RENZIANA DOC


CARO, MI FAI RIMBORSARE LA MULTA? ECCO LA BRAGANTINI, RENZIANA DOC

“Caro, ho preso questa multa. Vorrai mica che la paghi io? Mettila tu nelle spese del gruppo alla Regione Piemonte e me la fai rimborsare”. E così il compagno dell’epoca, Andrea Stara, consigliere della Regione Piemonte del gruppo Insieme per Bresso, fece rimborsare con un trucco la multa a Paola Bragantini, attuale deputata del Pd e renziana di complemento visto che faceva parte della corrente di Dario Franceschini. L’episodio è venuto fuori in tribunale a Torino questa settimana, durante un’udienza del processo sulla rimborsopoli della Regione Piemonte. La Bragantini non risulta indagata per questo falso rimborso.Da quindici giorni circa però la parlamentare del Pd è indagata per truffa in un altro procedimento piemontese. La procura ha infatti scoperto che da presidente della V Circoscrizione di Torino (incarico ricoperto fino al 2013, quando divenne imputata) la Bragantini insieme ad altri del Pd si segnavano presenti a riunioni di giunta o di consiglio anche quando erano a centinaia o migliaia di km di distanza (alcuni addirittura in viaggio a Cuba). I verbali risultavano quindi falsificati, talvolta per prendere gettoni di presenza aggiuntivi, in altri casi per evitare decurtazioni dal fisso mensile. Ma la Bragantini naturalmente può fare quello che vuole nel Pd di Matteo Renzi inflessibile con tutti gli altri, ma tenerissimo con i suoi cari

fonte: http://direttanfo.blogspot.it/2016/09/la-parassita-pd-da-20-mila-euro-prende.html

http://blogdieles2.altervista.org/la-parassita-pd-renziana-20-mila-euro-al-mese-prende-multa-va-dal-capo-gli-dice-caro-preso-questa-multa-vorrai-mica-la-paghi-mettila-tu-nelle-spese-del-gruppo-si-ca/


Referendum costituzionale 2016, ecco le ragioni per cui noi liberali voteremo No

«La riforma è una fetenzia, e su questo non ci sono dubbi»
Vincenzo D’Anna, senatore verdiniano e voto favorevole determinante per l’approvazione della riforma, La Stampa, 18 settembre 2015



Questa volta il quindicinale di Critica liberale scende in campo direttamente. Abbiamo dato la precedenza alla notizia della formazione del comitato dei liberali per il “No” alla riforma costituzionale BoschiRenziVerdiniCredo che solo una massiccia propaganda falsificatrice possa nascondere tre fatti incontestabili. Che questa è una controriforma varata dalla classe politica per rafforzarsi come Casta. Che, invece di sopprimere il Senato (come va dicendo Renzi mentendo sapendo di mentire), ci regala un neo-Senato composto da membri non scelti dai cittadini ma “nominati” all’interno della peggiore classe politica del paese, quella degli amministratori regionali e locali, a cui – grande novità – si garantisce l’immunità parlamentare. Che questa è una controriforma che accentra tutto il potere nelle mani di una sola persona.

Moltissimi, giustamente, stanno facendo notare che i danni che provocherà la riforma del Senato possono essere compiutamente calcolati solo se si considera il fatto che si sommeranno a quelli provocati dal nuovo sistema elettorale. L’Italicum realizza il fine di trasformare una minoranza in maggioranza assoluta di governo. Ciò che non osarono fare neppure la legge fascista Acerboné la democristiana legge truffaGli Italiani stanno cominciando a capire che hanno molte ragioni per votare “No” in autunno contro la riforma renziana; i liberali ne hanno qualcuna in più. Noi, prima di tutto, aggiungiamo un altro elemento di riflessione. La riforma della Rai-tv è riuscita ad aggravare il già pessimo sistema di lottizzazione tra i partiti, attribuendo tutto il potere sulla comunicazione televisiva al capo del governo.

mercoledì 13 luglio 2016

I DELIRI DI DELRIO!

Ecco cosa diceva nell'ottobre del 2014 quando ricopriva la carica di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ... non ha cambiato idea evidentemente.


I DELIRI DI DELRIO / Al Sud non si investe perché ci sono le rocce. Marco Esposito: “Da lacrime”

Marco Esposito non gli dà tregua.  Il segretario di Unione Mediterranea, giornalista del Mattino, da tempo impegnato in una battaglia di denuncia sugli scarsi investimenti su ogni fronte al Sud, nei giorni scorsi aveva denunciato il clamoroso divario sugli investimenti ferrioviari. Oggi Delrio gli risponde sul giornale. Con una risposta ancor più clamorosa: si è passati da “al sud non si investe perchè sono geneticamente inferiori” (Lombroso) a “al sud non si investe perchè ci sono mafia e camorra” (vulgata postcostituzionale) al “a sud non si investe perchè ci sono le pietre” (Delirio di Delrio, appunto, forse citando Antoine?).

giovedì 7 luglio 2016

ALFANO, UN "MASTINO" CHE NON INTENDE MOLLARE

Tangenti, dopo il fratello spunta il padre. Alfano in crisi: "Una barbarie"

"Ai fratelli Alfano abbiamo messo a posto la famiglie". Nuove intercettazioni imbarazzano il ministro. Che nega tutto: "Mio padre è un uomo malato". Ma i grillini vogliono le sue dimissioni

Nell'inchiesta sulle tangenti e la corruzione, che sta travolgento "alte cariche istituzionali" a Roma, continua a spuntar fuori il nome di Angelino Alfano. O meglio: nelle intercettazioni continuano a saltar fuori i nomi dei suoi familiari.

Dopo il fratello Alessandro, che la cricca delle nomine si era spesa per piazzare alle Poste, adesso, tocca al padre"Noi gli abbiamo sistemato la famiglia...", dice senza troppi giri di parole Marzia Capaccio, segretaria del faccendiere Raffaele Pizza.

Le intercettazioni che imbarazzzano Alfano

Crescono le fibrillazioni nel governo dopo le nuove intercettazioni che tirano in ballo il padre del ministro dell'Interno. Parlando proprio di Alfano, una delle indagate dice: "... la sera prima... mi ha chiamato suo padre... mi ha mandato ottanta curriculum... ottanta.... dicendomi... non ti preoccupare....tu buttali dentro... la situazione la gestiamo noi... e il fratello comunque è un funzionario di Poste.... anzi è un amministratore delegato di Poste...". Una intercettazione che si aggiunge a quella in cui Pizza, al telefono con il collaboratore del ministro, Davide Tedesco, parla di una raccomandazione per il fratello di Angelino Alfano in una società del Gruppo Poste. Il 9 gennaio 2015 Pizza viene, infatti, intercettato mentre si sta lamentando con Tedesco delle pressioni del fratello del ministro:"Angelino lo considero una persona perbene, un amico. Se gli posso dare una mano..."."Una scheggia che non, hai detto bene tu l’altra volta... - interviene Tedesco - non è gestibile". E Pizza conferma: "Cioè ma Angelino che è intelligente ha capito... Tu devi sapere che lui va dicendo ... Lui come massimo poteva avere 170mila euro, io gli ho fatto avere 160mila... Tant’è che Sarmi stesso gliel’ha detto ad Angelino 'io ho tolto 10mila euro d’accordo con Lino (Pizza ndr) per evitare'... 'No, no ha fatto benissimo' e lui adesso va dicendo che la colpa è mia che l’ho fottuto che non gli ho fatto dare i 170 mila euro. Cioè gliel’ho pure spiegato poi ti facciamo recuperare...""Ma non lo dice come è entrato lì il 'sistema' per gestire gli appalti", chiosa proprio Tedesco.

venerdì 24 giugno 2016

CORVI E STELLETTE

Corvi e stellette - gli ultimi due Capi di Stato Maggiore sostituiti (De Giorgi per la marina e Preziosa per l'aeronautica) sono stati oggetto di dossier anonimi, peraltro debolucci. Per non dire della guerra al nuovo capo della finanza, Toschi - queste 'gole profonde' sono spinte dal risentimento per la Pinotti, che non ha rispettato la regola dell'alternanza?

Al ministero della Difesa si pensa che quest'attività di dossieraggio contro i capi di Stato maggiore sia una 'punizione' per la scelta di non rispettare la logica del l'alternativa nella guida delle Forze armate. Scelta che sarebbe stata consigliata alla Pinotti dal suo ventriloquo: Rolando Mosca Moschini...


Corvi e stellette. Sarà un caso, ma gli ultimi due capi di stato maggiore di forza armata sostituiti (De Giorgi per la Marina e Preziosa per l'Aeronautica) sono stati oggetto di dossieraggio anonimo.

Il primo veniva accusato di ricevere gli ospiti a cavallo (poi dimostrato che era della polizia di New York); e di ordinare mandorle salate e champagne. Il secondo di aver fatto pressioni per verificare le condizioni di salute di un altro generale dell'Am, Carlo Magrassi; guarda caso, Margrassi è stato poi ricoverato a Firenze per arresto cardiaco. In compenso, può ancora pilotare jet militari.

giovedì 16 giugno 2016

I VERI PADRONI DEL MONDO - Le 4 banche e le 8 famiglie


LE QUATTRO GRANDI BANCHE DI WALL STREET E LE OTTO FAMIGLIE COLLEGATE CHE DOMINANO LA FINANZA MONDIALE. I media russi che trasmettono informazioni in forma alternativa (rispetto ai media occidentali) si sono presi la briga di sviscerare e segnalare in modo specifico quali siano gli oligopoli finanziari anglosassoni- le quattro mega banche- che hanno il controllo della finanza mondiale, come è venuto alla luce dai risultati inquietanti di una ricerca fatta da “Russia Today”: queste sono BlackRock, State Street Corp,– FMR/Fidelity,- Vanguard Group. E’ risultato fra l’altro che, anche che la “privatizzazione globale dell’acqua” viene attuata dalle stesse megabanche di Wall Street, in concomitanza con la Banca Mondiale, fatto questo che arreca benefici nel suo insieme al nepotismo dinastico della famiglia Bush (grande famiglia di petrolieri), i cui componenti stanno cercando anche di prendere il controllo delle fonti d’acqua dell’Acuífero Guaraní in Sud America, una delle maggiori riserve d’acqua dolce del pianeta. Già nel 2012 il precedente legislatore texano Ron Paul –padre del candidato presidenziale Rand, uno dei creatori del poi rinnegato “Partito del Te”, venuto poi meno, ma che è stato anche uno dei migliori esperti fiscali degli Stati Uniti- aveva segnalato che i Rothschild possiedono le azioni delle 500 principali multinazionali riportate nella rivista Fortune che sono controllate a loro volta dalle quattro grandi banche di Wall street (“the Big Four”): la BlackRock, la State Street, FMR/Fidelity e Vanguard Group (che strana coincidenza). Adesso Lisa Karpova (LK), della Pravda.ru, è riuscita a penetrare,con la sua indagine, nei dedali della finanza globale ed ha commentato che si tratta di ” sei, otto o forse 12 famiglie , che sono quelle che veramente dominano il mondo, pur sapendo che è un mistero difficile da decifrare”.

venerdì 3 giugno 2016

A QUANDO UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA?


Le Leggi esistono persino in Italia e c'è chi dice che ne abbiamo troppe ma si applicano nella misura in cui e nessuno sembra prenderne nota. Adesso che anche Salvatore Girone è rientrato in Italia sarebbe opportuno iniziare a pretendere che chi ha violato la legge ne risponda. 
Non entro nel merito della vexata questio sulla colpevolezza o meno dei nostri Fucilieri di Marina, la mia posizione sull'argomento è arcinota, perché del tutto secondaria rispetto alla vera materia del contendere, vale a dire la Sovranità e la Dignità dell'Italia messe in ridicolo per oltre 4 anni, i responsabili di questa grave situazione hanno nome e cognome: Monti Mario Presidente del Consiglio, Cancellieri Anna Maria Ministro degli Interni, Severino Paola Ministro della Giustizia, Di Paola Giampaolo Ministro della Difesa.

giovedì 2 giugno 2016

2 GIUGNO 2016: UN PERCORSO DI 70 ANNI VOLGE AL TERMINE

Notare la felicità sul volto del presidente del Consiglio Matteo Renzi

Questo 2 giugno sarà comunque la conclusione di un percorso di 70 anni, il prossimo sarà in ogni caso diverso. 

Se dovesse sciaguratamente vincere il SI alla controriforma costituzionale di Renzi, l'Italia sarà ancora formalmente una repubblica, ma somiglierà di fatto ad una monarchia autoritaria elettiva, dove una persona sola sarà al comando. Anche l'istituzione di un senato di nominati, che oggi è il vanto principale di Renzi, somiglia sinistramente a ciò che stabiliva lo Statuto Albertino del 1848. Se dovesse vincere il SI sarebbe la sanzione di un regime. 

martedì 31 maggio 2016

DEMOCRAZIA ALL'ITALIANA.


Ci dicono che saremmo in Democrazia, beh innanzi tutto ci sarebbe questa Costituzione, la più bella del mondo dicono e allora mi chiedo come mai abbiano tutta questa fregola di cambiarla; ma no, è la parte tecnica dai, la parte principale, la prima quella che titola Diritti e Doveri dei Cittadini mica si tocca, sono 54 Articoli come dire...sacri, talmente sacri che non hanno mai neppure osato leggerli, figuriamoci applicarli; oddio, ci si sono ispirati per quanto riguarda i Doveri, un po' per sentito dire, tipo chiacchierando in aula uno che dice all'altro: ma sai che il Senatore Caio mi ha detto di aver conosciuto uno che la aveva letta e c'era scritto che le imposte possono anche superare il duemila per cento lo stabilisce il Parlamento. 

lunedì 4 aprile 2016

Uranio impoverito. Per il Ministro Pinotti “NON” esiste il problema …


Che il governo della Repubblica e gli Stati Maggiori delle tre Forze Armate siano in trincea nel non riconoscere il problema dell’uranio impoverito usato dagli USA e dalla NATO nei teatri di intervento a cominciare dall’Iraq, è cosa nota.
Che governo e vertici militari si siano arroccati in difesa del “niet” è comprensibile perché riconoscere che oltre tremila militari italiani mandati in teatri di guerra a rischio per le polveri sottili dei proiettili sarebbe come ammettere ufficialmente che consapevolmente politici e vertici militari avrebbero mandato allo sbaraglio i militari.

mercoledì 16 marzo 2016

COME PUO' UN PAESE ESSERE DIFESO SE NON DIFENDE I SUOI DIFENSORI?

Sabato 26 marzo nelle nostre piazze per Max e Salvo.


Il prossimo 30 marzo al Tribunale Arbitrale dell'Aia si aprirà il dibattito sulla richiesta di misure provvisorie per Salvatore Girone e Massimiliano Latorre: ultima speranza per permettere ai due militari di attendere in Italia la conclusione dell'iter dell'arbitrato internazionale che deciderà, non prima del 2018, a quale paese compete la giurisdizione sulla vicenda.

In attesa di queste scadenze il silenzio sta diventando sempre più fitto: nessun commento sulla stampa, nessun comunicato da parte del Governo.
Ma a questo silenzio, sempre più simile ad una congiura, non si sono arresi numerosi cittadini che, con costanza e determinazione, in questi anni si sono organizzati nella rete non solo per dimostrare solidarietà ai nostri due connazionali ma anche e soprattutto per lanciare campagne di informazione sulla vicenda e sulla sua strumentalizzazione da parte dell'India.

lunedì 22 febbraio 2016

Marò: parte una nuova campagna web per l’innocenza dei nostri soldati


Roma, 20 feb – L’articolo di oggi su Libero a firma Chiara Giannini segna una nuova fase per i cittadini italiani che si battono per “Verità e Giustizia per Massimiliano e Salvatore”, concludendo: “Oggi partirà una diffusione planetaria tramite newsletter che riporta al sito (www.italianmarines.net) che si potrà leggere in USA, Australia, Asia e in qualsiasi altra parte del mondo. Insomma la RAI oscurerà anche i Marò, ma non ha fatto i conti con la potenza mediatica del web”. Si deve partire come al solito dall’apertura della cassaforte indiana che per quattro anni ha custodito i documenti giudiziari sulla base dei quali i nostri militari sono stati arrestati e che la Republic of India ha usato come prova di colpevolezza a supporto di un documento scritto depositato il 6 Agosto 2015 al Tribunale di Amburgo sul Diritto del Mare (ITLOS). E proprio per non farsi mancare niente ha scritto anche che “in questa vicenda l’Italia cerca compassione”.

martedì 16 febbraio 2016

MASSONE CHIAMA BABBO RENZI IN TRIBUNALE

UN MASSONE CHIAMA BABBO RENZI IN TRIBUNALE - INIZIATO IL PROCESSO AGLI EX SOCI DI TIZIANO, MARIANO MASSONE E ANTONELLO GABELLI, CHE SI SONO RITROVATI LA SOCIETÀ DELLA FAMIGLIA RENZI (CHIL POST) E ORA SONO ACCUSATI DI BANCAROTTA FRAUDOLENTA. IL BABBO È ANCORA INDAGATO, E ORA I DUE EX AMICI LO CHIAMANO A TESTIMONIARE

I legali vogliono far raccontare a Tiziano Renzi i rapporti di Massone con le aziende che prima collaboravano con Chil e che poi hanno trasferito i propri contratti alla Eventi6, la nuova società della famiglia dell' ex Rottamatore. Ma se patteggeranno, il Babbo non dovrà mai rivelare l'intreccio societario che ha portato a un buco milionario...
TIZIANO RENZITIZIANO RENZI
Ieri a Genova è iniziato il processo a Mariano Massone e Antonello Gabelli, imprenditori alessandrini in passato in affari con Tiziano Renzi, il babbo del premier. E non sono mancate le sorprese. L' udienza è stata subito rinviata dal collegio presieduto da Giuseppe Dagnino al 2 marzo per consentire al pm Marco Airoldi di valutare le proposte di patteggiamento dei due imputati: 2 anni e 2 mesi per il primo, un anno e dieci mesi per il secondo. Il sostituto procuratore nelle scorse settimane aveva rifiutato un' istanza un po' più mite (22 e 18 mesi).

lunedì 15 febbraio 2016

IL TERRITORIO DI TRIESTE È STATO DEVASTATO DA OGNI SORTA DI RIFIUTO

Sistema Trieste: assassinio di Stato


Per oltre 50 anni il territorio triestino è stato devastato da ogni sorta di rifiuto. È il cosiddetto “Sistema Trieste”: fanghi industriali, residuati bellici, scorie radioattive, armi chimiche, gas tossici (ossidi di azoto, ossidi di zolfo, cloruri, fluoruri), diossine e metalli pesanti provenienti da varie parti d’Italia. Un piccolo lembo di terra utilizzato come punto strategico per il traffico di rifiuti tossico nocivo a livello internazionale.

Nel 1954, con il Memorandum di Londra, il Territorio Libero di Triesteviene dato in amministrazione fiduciaria al Governo italiano. Poco tempo dopo, le amministrazioni pubbliche decidono di realizzare grandi discariche, dal mare (intero arco costiero di Barcola, porto franco nord, fino al confine con la Slovenia) all’altopiano carsico che ben si adattava a far “sparire” rifiuti di ogni tipo. Il “Sistema Trieste” altro non è se nonl’intreccio tra politica, economia e criminalità organizzata, come definito dall’ambientalista dell’associazione triestina Greenaction TrasnationalRoberto Giurastante (autore di un libro chiave, “Tracce di legalità” – che non si trova più ma che può essere acquistato telefonando al numero 040 0641602 – e destinatario di pesanti intimidazioni mafiose), che mise in atto quel processo di smaltimento incontrollato di rifiuti.

venerdì 5 febbraio 2016

LAVORO PER TUTTI CON IL MADE IN ITALY- UN PROGETTO AMBIZIOSO MA FATTIBILE




Siamo stati contattati dal Presidente e Fondatore di ALR MEDITERRANEO il Sig. Angelo La Rosa il quale vuole far conoscere il suo fantastico progetto a tutta l’ Italia e nel Mondo.
Di cosa si tratta cercheremo di spiegarvelo con parole semplici, alla portata di tutti affinchè si possa comprendere sia l’importanza che avrà per il popolo italiano in difficoltà, sia per la rinascita nell’immediato dell’economia, sia per la valorizzazione del Made in Italy, tutte cose che questi Governi sembrano aver trascurato portandoci all’attuale crisi che ha messo in ginocchio le Aziende Italiane e i Produttori Agricoli.
La ALR MEDITERRANEO sta progettando delle vere e proprie BOUTIQUE ALIMENTARI che saranno distribuite su tutto il territorio Italiano e anche all’estero. Saranno cedute in FRANCHISING, ma non il solito Franchising dove chi guadagna è solo colui che mette il nome, ma sarà un lavoro di squadra dove chi vorrà entrare a far parte di questa grossa Azienda, avrà il lavoro assicurato a vita e se lo gestirà autonomamente sotto la supervisione della “Casa Madre”.

giovedì 4 febbraio 2016

LA PASSERELLA ROMANA PRIMA DELL’ATTACCO IN LIBIA

I cosiddetti 'paesi anti ISIS' a Roma danno di fatto il via al conto alla rovescia prima dell'attacco in Libia, il quale avverrà quando a Tripoli giurerà il nuovo 'governicchio' mediorientale utile a sostenere gli interessi occidentali del dopo Gheddafi

Più che un incontro interlocutorio, quello di Roma ha tutto l’aspetto di un meeting preparatorio; la fantomatica coalizione ‘anti ISIS’, la stessa che da circa 18 mesi bombarda le dune del deserto compreso tra Siria ed Iraq, si è riunita nella capitale per discutere di Libia, ma ciò che emerge in realtà altro non è che la preparazione vera e propria di un attacco diretto al paese africano.

Dopo aver bombardato la Libia nel 2011, dopo aver contribuito alla sua frantumazione con l’uccisione di Gheddafi e dopo aver spazzato via ogni forma di autorità e governo, l’occidente adesso si prepara ad un nuovo attacco militare; gli USA e la Gran Bretagna in primis, sembrano scaldare i motori, la scelta di Roma quale sede dell’incontro con cui, di fatto, si dà il via al conto alla rovescia per l’azione militare, testimonia che l’Italia andrà ad avere un ruolo chiave nella futura ‘small coalition’ armata ufficialmente per togliere l’ISIS dalla Libia.

lunedì 1 febbraio 2016

IN CAMBIO DI COSA IL GOVERNO RENZI HA FATTO QUESTA CONCESSIONE AI FRANCESI?

Il governo Renzi regala di nascosto alla Francia un pezzo di mare italiano



Genova, 24 Gennaio – Tutto inizia dieci giorni fa, quando il peschereccio italiano Mina viene sequestrato dalla polizia francese che accusa i marinai italiani di avere sconfinato nelle proprie acque. Le autorità italiane in un primo momento rispondono che c’è un equivoco: il Mina era ancora in acque italiane. La controrisposta francese è però disarmante: in realtà il 21 Marzo 2015 Francia e Italia hanno firmato un trattato col quale il nostro Paese ha ceduto un miglio di mare ai francesi.

giovedì 21 gennaio 2016

MISSION ACCOMPLISHED, LORD ROTHSCHILD!

“Fondi e trust stranieri hanno deciso di comprarsi ( tra qualche mese)  il resto delle nostre banche e i loro immobili posti a garanzia dagli italiani, per quattro soldi…”


“MISSION ACCOMPLISHED, LORD ROTHSCHILD!”
Dopo gli ultimi crolli in borsa, sulle rovine fumanti del Sistema bancario italiano, riempito di sofferenze, decotto, e grazie a ciò oramai interamente svenduto alla grande finanza imperialista, che ormai possiede al 95% anche la Banca d’Italia, ora Renzi può raccogliere il frutto dell’azione dei suoi predecessori filobancari da Veltroni in poi, e annunciare al suo patron americano il fatidico “Mission accomplished!” Con un grazie sonoro a tutto l’ampio mercenariato pseudo-intellettuale della sinistra (oggi liberal e filoamericano), nei media, nelle scuole, nella “giustizia”, nonché ai babbei della sua base elettorale, senza la cui fede non sarebbe stato possibile consegnare il Paese interamente e dal suo interno agli interessi privati stranieri, né omogeneizzarlo alla loro cultura e ai loro valori, strumentalmente congegnati, dissolvendone l’identità storica.

lunedì 11 gennaio 2016

I MARÒ SONO INNOCENTI, TUTTE LE FALSITÀ INDIANE - ANNEX 3


ANNEX 3: Applicabilita' della "SUA Act"
In questo documento verrà fatta l'analisi di ANNEX 3 per la parte relativa alla applicazione al caso della legge indiana SUA Act del 2002
Kerala police charge sheet, 15 February 2012http://www.seeninside.net/piracy/itlos-annex-03.pdf
Il SUA Act
THE SUPPRESSION OF UNLAWFUL ACTS AGAINST SAFETY OF MARITIME NAVIGATION AND FIXED PLATFORMS ON CONTINENTAL SHELF ACT, 2002 - ACT NO. 69 OF 2002
(Legge sulla repressione di atti illeciti contro la sicurezza della navigazione marittima e piattaforme fisse sulla piattaforma continentale, 2002 - Legge 69/2002)
In sostanza il SUA Act è una legge per reprimere pirateria, terrorismo e ogni altro crimine commesso in mare, su naviglio o piattaforme fisse, che si trovino genericamente sulla piattaforma continentale indiana.
NOTA: La piattaforma continentale è un luogo geografico, non un luogo giuridico. Solo in questo modo la sovranità giudiziaria indiana può giungere fuori dalle acque territoriali e comunque ben oltre i limiti consentiti dai trattati internazionali.
In questa trattazione ci interessa indicare che la SUA Act è di principio contraria al Diritto giuridico europeo per una diversa interpretazione dei diritti della difesa e dei doveri dell'accusa, rovesciando di fatto l'onere della prova di innocenza a carico dell'accusato, il contrario di quanto prevede il Diritto europeo e italiano che mette invece l'onere della prova a carico della pubblica accusa.
Le autorità indiane hanno dichiarato l'applicabilità della SUA Act al caso Enrica Lexie fin dal 12 maggio 2012, come risulta dallo Chargesheet (Rapporto finale alla magistratura).

venerdì 8 gennaio 2016

I marò sono innocenti, tutte le falsità indiane - Annex 3, 27,29,33 e 46

ANNEX 3: Applicabilita' della "SUA Act"
ANNEX 3 SUA Act, applicabilità della legge antipirateria "SUA Act" al caso Enrica Lexie In questo documento verrà fatta l'analisi di Annex3 per la parte relativa alla applicazione al caso della legge indiana SUA Act del 2002 Kerala police charge sheet, 15 February 2012 http://www.seeninside.net/piracy/itlos-annex-03.pdf Il SUA Act. THE SUPPRESSION OF UNLAWFUL ACTS AGAINST SAFETY OF MARITIME NAVIGATION AND FIXED PLATFORMS ON CONTINENTAL SHELF ACT, 2002 ACT NO. 69 OF 2002 (La repressione di atti illeciti contro la sicurezza della navigazione marittima e piattaforme fisse sulla piattaforma continentale) http://www.seeninside.net/piracy/pdf/SUA_Act_2002.pdf In sostanza il SUA Act è una legge per reprimere pirateria, terrorismo e ogni altro crimine commesso in mare, su naviglio o piattaforme fisse, che si trovino genericamente sulla piattaforma continentale indiana. (NOTA: La piattaforma continentale è un luogo geografico, non un luogo giuridico. Il questo modo la sovranità giudiziaria indiana arriverebbe ben oltre i limiti consentiti dai trattati internazionali) In questa trattazione ci interessa indicare che la SUA Act è di principio contraria al Diritto giuridico europeo per una diversa interpretazione dei diritti della difesa e dei doveri dell'accusa, rovesciando di fatto l'onere della prova di innocenza a carico dell'accusato, il contrario di quanto prevede il Diritto europeo e italiano che mette invece l'onere della prova a carico della pubblica accusa. Le autorità indiane hanno dichiarato l'applicabilità della SUA Act al caso Enrica Lexie fin dal 12 maggio 2012, come risulta dallo Charge Sheet (Rapporto finale alla magistratura). Da Annex3 - Charge Sheet A questo l'Italia ha elevato formale opposizione alla Corte Suprema indiana contestando l'applicabilità del SUA Act al caso Enrica Lexie, ma prima di una sentenza della Corte Suprema è intervenuta la sentenza dello ITLOS che ha obbligato le due parti (India e Italia) a sospendere ogni attività giudiziaria sul caso Enrica Lexie fino alla sentenza definitiva sulla giurisdizione (India o Italia) che si otterrà al Tribunale dell'Aia.