sabato 26 dicembre 2015

A VEDERE I NUMERI LA TERZA GUERRA MONDIALE É IN ATTO!

Giordano: "È una strage di italiani". Che cosa ci uccide come in guerra



In 8 mesi 46mila mila morti in più. Ogni mese, dunque, 5mila in più. Ogni giorno 166 in più. Significa che ogni ora in Italia muoiono 7 persone in più rispetto all' anno scorso. È un' enormità. Tanto più che per trovare una simile impennata nella mortalità bisogna risalire al 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale. E prima di allora al 1918, con la Prima Guerra Mondiale e l' aggiunta dell' influenza spagnola. Ma che cos' è che sta sterminando gli italiani come se fossimo in guerra? Nessuno ha la risposta giusta, i demografi s' interrogano, guardando i dati con stupore e preoccupazione. Ma è inevitabile che tutti pensino ad un' unica grande causa. Il suo nome è: crisi. Purtroppo eravamo stati facili profeti: ogni generazione ha la sua guerra. I nostri nonni morirono nelle trincee del Carso, i nostri padri vissero fra Gestapo e bombardamenti. Noi siamo falcidiati da una depressione senza precedenti, unita naturalmente alle scelte assassine dell' euro e dell' Europa, applicate in Italia con ben nota ottusità. Dal rigor Monti al rigor mortis, il passo è stato evidentemente breve: sempre più anziani non hanno i soldi per curarsi, la prevenzione è andata a farsi benedire, l' alimentazione è peggiorata, le famiglie in difficoltà sono aumentate a dismisura e i tagli ai servizi sociali rendono sempre più complicato trovare aiuti nel welfare. Ora dobbiamo dire che stiamo bene, sennò Renzi s' arrabbia. Ma chi glielo spiega a quei 46mila connazionali che nel frattempo sono passati a miglior vita?

lunedì 21 dicembre 2015

IL GOVERNO MONTI, PASSERA E I MARO'


Come riportato da Il Tempo Corrado Passera disse:
"Il ministro Terzi ha rischiato di far perdere ogni valore agli impegni internazionali del nostro Paese. Dopo aver ottenuto dalle Autorità indiane il rientro natalizio dei nostri fucilieri sulla base di un formale impegno al loro ritorno in India, l'allora ministro degli Esteri cercò di impedire che rientrassero nelle scadenze concordate, venendo così clamorosamente meno alla parola data". "Il disagio di molta parte del governo - ha aggiunto - fu enorme e io fui tra coloro che si dichiararono non disponibili ad avallare un comportamento tanto lesivo della dignità e del ruolo del nostro Paese. Il governo italiano ottenne in quella occasione precise garanzie dal governo indiano e la decisione di far rientrare i nostri fucilieri in India fu sottoscritta all'unanimità da tutti i ministri coinvolti". "Ho sempre ammirato - ha concluso l'ex ministro dello Sviluppo economico - lo spirito di abnegazione e disciplina di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ai quali, ancora una volta va la mia vicinanza e il plauso per la dignità con cui stanno affrontando questa dolorosa situazione che confido venga risolta al più presto".

giovedì 17 dicembre 2015

IMBROGLI, IMBROGLIONI E BANCHE


Uno dei sintomi del diventare adulti è lo smettere di credere alle coincidenze, oddio, può succedere intendiamoci, è assai raro ma può succedere...una, già quando sono due la cosa puzza. Vediamo un po', l'Italia, ci avete fatto caso spero, va a ondate a seconda dei "manovratori" che si ritrova, succede che un certo MPS salta, Siena...è in Toscana no? Paccata di miliardi, un moro un po' sospetto, ma dicono che hanno fatto tutto senza levare soldi ai contribuenti...la faccenduola dell'IMU è solo una...coincidenza! 
Adesso di banche ne saltano altre 4, mi viene un sospetto...che siano toscane? 
Vabbeh dai, è solo una coincidenza come lo è il fatto che le relative fondazioni, quelle evanescenti come fantasmi e altrettanto nebulose, siano tutte in mano a piddini o galassia in prevalenza toscani...coincidenza dai; una domandina, Renzi, Boschi e affini mica saranno toscani per caso, vero? E gli imprenditori alquanto fasulli che hanno ottenuto credito da queste banche inguaiandole...mica saranno toscani e, per caso, conoscenti di Renzi e affini...coincidenza, ovvio, che vai a pensare. 
Ma io sono un malfidato terra terra, mica un dotto economista come quelli che oggi fanno teorie assai arzigogolate, da "addetti ai lavori" per dimostrare che chi c'entra non c'entra...ma sono tutte coincidenze, come è certo una coincidenza che così tante coincidenze parlino...hoscano!!!

lunedì 14 dicembre 2015

MI MANDA PASSERA

Mi manda Passera - il manager Riccardo Monti, presidente dell’Ice vicinissimo a Corrado Passera e a Giovanna Salza, si offre per essere il candidato unitario del PD a Napoli - la nuova vita di Caldoro sulle nevi.


Caldoro non ha un gran feeling Lettieri (da sempre ottimo amico di Vincenzo De Luca) e avrebbe in testa di riunire i socialisti sparpagliati tra destra, centro e sinistra e dare vita a un nuovo soggetto politico riformista. Come farà senza tradire Berlusconi? Ah saperlo… -

1 - E’ lui l’anti-Bassolino del giorno: Riccardo Monti, 48enne manager napoletano, alla guida dell’Ice (l’Agenzia per l’internazionalizzazione delle imprese italiane) aspira ad essere il famigerato “candidato unitario” del Pd alle comunali di Napoli della prossima primavera, naturalmente (lo ha detto lui stesso) senza passare per le primarie, condizione che fa diminuire a dismisura le sue chance: anche i più acerrimi avversari interni di Antonio Bassolino hanno detto chiaro e tondo a Matteo Renzi che una soluzione di forza condannerebbe il Pd alla sconfitta sicura e darebbe a Nonno Antonio l’assist perfetto per candidarsi ugualmente con una sfliza di liste civiche. Ma torniamo a Monti.

sabato 21 novembre 2015

Roma alla deriva verso il Giubileo

Impaurita, senza soldi e senza un governo. La situazione della Capitale alla vigilia dell’Anno Santo.


Mancano 17 giorni all’apertura del Giubileo. Poco più di due settimane e papa Francesco inaugurerà ufficialmente l’Anno Santo Straordinario. Marino non c’è più, al suo posto ora siede in veste di commissario il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca. Poco più di due settimane e la Capitale sembra tutto tranne una città pronta a ospitare un evento simile, e a gestire un’affluenza di milioni di fedeli da ogni parte del mondo.
Il Giubileo Straordinario della Misericordia, annunciato a sorpresa a marzo dal Pontefice, fu subito accolto con grande entusiasmo dal Governo, con un Renzi che all’epoca si sperticò in dichiarazioni (come sempre) di forte ottimismo, condite di parallelismi con Expo e soliti anatemi contro i gufi.
Questo avveniva a marzo, ormai otto mesi fa. In questi otto mesi, mentre il tempo passava, si sono susseguite una lunga serie di promesse di fondi da parte del Governo per l’organizzazione del Giubileo: dapprima 30 milioni, poi addirittura dieci volte tanto, 300; poi forse 150, o forse 200, non si sa. Di pari passo andava nel frattempo la discussione su chi avrebbe diretto l’organizzazione dell’evento. Prima l’idea di un commissario straordinario, poi no, Marino avrebbe gestito tutto. Detronizzato Ignazio, quindici giorni fa ecco che arriva Tronca: si occuperà lui della gestione giubilare. Anzi no, si occuperà solo dell’ordinaria amministrazione comunale. Al Giubileo penserà il commissario straordinario, deus ex machina e factotum Sua Eccellenza Franco Gabrielli, affiancato da un onomasticamente renzianissimo Dream Team. Evviva.

venerdì 20 novembre 2015

IL GOVERNO E I MARÒ: UNA PRESA PER IL CULO INFINITA


Scrivere un articolo per raccontare quanto avvenuto lo scorso mercoledì, 11 novembre, durante la riunione delle Commissioni Esteri e Difesa della Camera dei Deputati intente a discutere il decreto legge sulle missioni di guerra che il nostro Paese conduce e combatte in quasi ogni parte del mondo, mi avrebbe fatto correre il rischio di omettere o interpretare in modo errato i fatti così come realmente accaduti. Per evitare ciò, e fugare ogni dubbio ho ritenuto opportuno riportare integralmente il testo della discussione avvenuta nella sede parlamentare con la consapevolezza di sottoporre l'incauto - ma sempre affezionato - lettore ad una lunga, se non estenuante e per certi versi noiosa, lettura che potrebbe anche fargli correre il rischio di cominciare a dubitare seriamente di alcuni aspetti della politica estera italiana e della coerenza di questa o quella parte politica su una particolare vicenda che da più di tre anni coinvolge due nostri militari: i marò.

Prima di passare al resoconto parlamentare mi concedo solo una piccola ma doverosa premessa per consentire all'amico lettore di comprendere meglio l'ennesima giravolta con genuflessione delle forze politiche di maggioranza ai dicktat del Governo.

La questione dei due fucilieri di marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che dal 15 febbraio del 2012 sono coinvolti nella tragica morte di due pescatori indiani ha visto alti e bassi. Tra le innumerevoli dichiarazioni politiche del tipo armiamoci e partite e le finte fughe in avanti, dai millantati avvii delle procedure davanti alle corti arbitrali internazionali agli "abbiamo deciso che", "abbiamo fatto", “abbiamo voluto dare un segnale fermo e deciso” fino ad arrivare ai vorrei ma non posso scritti tra le righe di ampollosi comunicati stampa di matrice governativa, la storia dei due militari, delle loro famiglie e dell'intero paese si trascina lenta e inesorabile da più di tre anni.

lunedì 2 novembre 2015

I marò sono innocenti, tutte le falsità indiane - Annex 5


ANNEX 5: Ricerca delle Armi

In questo documento verrà fatta l'analisi dell'allegato "ANNEX 5" ai documenti indiani depositati presso il Tribunale Internazionale per la Legge del Mare di Amburgo il 6 Agosto 2015

Search list for weapons, 26 February 2012

Il documento è l'elenco del materiale rinvenuto e in parte sequestrato sulla Enrica Lexie durante il sopralluogo del 25/2/2012, alla presenza dei rappresentanti italiani.

Si tratta di armi (fucili, mitragliatrici e pistole), munizioni, giubbotti antiproiettili.

Il materiale è stato rinvenuto in due cabine della nave (n.405 e n.329)
Cabina n.329
Pag. 5
Nella cabina n. 329 in un armadio sono custodite 15 scatole di munizioni.

In una scatola n. 820 cartucce per pistola cal. 9mm e nella scatola n.22 n. 250 colpi cal. 7.62 mm. (ndr: totale 1070 colpi)

In un elenco di 13 scatole (dalla n.9 alla n.21) sono custoditi un totale di n. 7.520 colpi cal. 5.56mm

Dalla scatola n. 16 sono prelevati n. 26 proiettili ordinari (ndr: cal. 5.56mm) e dalla scatola n. 19 sono prelevati n. 24 proiettili traccianti (ndr: cal. 5.56mm)

giovedì 29 ottobre 2015

I marò sono innocenti, tutte le falsità indiane - Annex 2


ANNEX 2: FIR, La deposizione di Freddy
Lo ANNEX 2 riguarda la prima testimonianza "recitata" (orale) resa alla Polizia da Mr. Freddy Bosco comandante del peschereccio al suo rientro nel porto di Neendakara.
L'inizio della deposizione
L'inizio della deposizione
L'Orario dell'Incidente
Approdo a Neendakara
Un'immagine del drammatico rientro del St.Antony nel porto di Neendakara, nel riquadro Freddy Bosco

L'approdo avviene intorno alle ore 11:00 PM ist, alla presenza di un gran numero di curiosi e dei media locali ai quali al momento di scendere a terra Freddy rilascia delle dichiarazioni.
Dichiarazioni spontanee rese di fronte a microfoni, telecamere e testimoni alla presenza di un graduato di Polizia. e registrate da VENAD News in un video rilanciato dai network televisivi indiani (NTDV) e pubblicato il giorno seguente su YOUTUBE.COM, all'indirizzo www.youtube.com/watch?v=Ya48kLyjyB4 (dal minuto 2'05" a seguire)
Disponibile per la visione e il download anche al seguente indirizzo: seeninside.net/piracy/neendakara.flv
Le ho fatte tradurre dalla lingua Malayalam, in cui si esprime il Bosco. Traduzione che in seguito è stata ripetuta, verificata e confermata da innumerevoli soggetti (giornalisti e televisioni che hanno rilanciato la notizia nel luglio 2013).
La sparatoria contro il peschereccio St. Antony è avvenuta secondo il comandante del peschereccio alle ore 9:30 PM ist circa.
Da notare come, dopo che Freddy Bosco ha dichiarato che la sparatoria è avvenuta alle 9:30 PM ist nel video uno dei presenti chieda "ma non è avvenuta alle 5:00 PM?" - Bosco ribadisce: "No, alle9:30 PM".
Le parole con cui apre la ricostruzione dell'incidente sono proprio: "verso le 9:30 PM ho udito un rumore enorme..."

martedì 27 ottobre 2015

I marò sono innocenti, tutte le falsità indiane - Annex 1


PREMESSA
Nel corso delle udienze che si sono svolte presso il Tribunale Internazionale sul Diritto nel Mare di Amburgo (di seguito ITLOS), relative alla richiesta di parte italiana per il ricorso all'arbitrato previsto dai trattati internazionali vigenti, le due parti (Italia e India) hanno espresso per bocca dei loro rappresentati ufficiali le proprie ragioni sulla controversia.
Tutti i verbali degli interventi sono riportati in una apposita pagina web dello ITLOS, e sono scaricabili in formato .pdf;
LINK  alla pagina ITLOS dedicata alla vicenda

Poiché lo ITLOS era stato chiamato a sentenziare unicamente sulla competenza di giurisdizione(quindi se spettasse all'Italia o all'India in diritto di imbastire un processo penale sui fatti del 15/2/2012)non c'era ragione per nessuna delle parti di intervenire con affermazioni di colpevolezza o innocenza a carico dei due accusati dall'India, M. Latorre e S. Girone.
Ma mentre da parte italiana ci si è attenuti a questo concetto da parte indiana è accaduto il contrario e i rappresentanti dell'India hanno più volte proclamato la colpevolezza dei due accusati come se questa fosse già stata accertata in un processo penale che neanche in India è mai iniziato.
Addirittura prima ancora che l'ITLOS iniziasse le audizioni verbali dei vari rappresentanti delle parti in causa l'India ha depositato un documento scritto in cui si descrivono gli eventi e si proclama dandola per certa la colpevolezza dei due militari italiani per la morte dei due pescatori.

martedì 20 ottobre 2015

ENRICA LEXIE: ANALISI TECNICA (ANNEX 8 e 7)

Annex 8: Scena del Crimine: il Sopraluogo


Scene examination report No. B1-873/FSL/2012, 19 April 2012
In questo documento gli inquirenti indiani esaminano la scena del crimine:
  1. Salme
  2. Petroliera Enrica Lexie
  3. Peschereccio St. Antony
Ci interessa per le conclusioni a cui giunge:

ANNEX 8 Le conclusioni
ANNEX 8: Conclusioni finali
  1. I proiettili sono sparati da fucili cal. 5.56;
  2. La direzione della traiettoria è verso il basso.
Quindi ci troviamo di fronte a conclusioni precise, ma di cui dobbiamo trovare riscontri nel testo del documento.

Il documento

Si tratta di un documento in 5 pagine (cinque!) in cui si esaminano:
- Due salme di persone uccise con armi da fuoco
- Una petroliera da 50.000 tonnellate
- Il peschereccio
Al peschereccio sono dedicate 2 (due!) pagine in cui si rilevano gli impatti di tre proiettili che hanno colpito l'imbarcazione, che è fatta interamente in legno.
Il sopralluogo è fatto il 17 febbraio 2012, quindi 2 giorni dopo i fatti.
Queste le misure dei fori rilevati:

venerdì 16 ottobre 2015

È DA LORO CHE DOBBIAMO IMPARARE, LO DICE LA BOLDRINI

Ecco chi è l’Imam che secondo Laura Boldrini deve “darci una lezione”

Laura Boldrini una ne fa e cento ne pensa. E, ogni volta, si imbarca in situazioni imbarazzanti, sgradevoli, a dir poco spiacevoli. Per il ruolo che riveste, dal Presidente della Camera ci si aspetterebbe prudenza, cautela, una buona dose di circospezione. Soprattutto quando si aprono le porte di Montecitorio a personalità straniere, a soggetti particolari. Invece, alla Boldrini queste doti sono del tutto estranee. Solo che, questa volta, rischia di farla ancora più grossa.


mercoledì 14 ottobre 2015

Enrica Lexie: Analisi Tecnica (Annex 4 e 48)

Annex 4 - Autopsia 'Sasikala'

Post-mortem report of Mr Ajeesh and Mr Valentine, 16 February 2012



Con l'uscita dei documenti indiani dalla cassaforte in cui erano stati tenuti fin dall'inizio quello che sicuramente ha ricevuto maggior risalto sulla stampa italiana sono state le autopsie, per l'ovvio motivo che indicavano un dato oggettivo e facilmente comprensibile: le misure di un proiettile.

In questa analisi mancando ovviamente le competenze per entrare nel merito dell'aspetto medico-legale (nessuno dei professionisti del settore che sono stati interpellati ha voluto finora commentare i documenti) ci limitiamo all'analisi delle misure dei due proiettili repertati, il primo nella salma del pescatore più anziano Valentine e il secondo nel giovane Pinku.

martedì 13 ottobre 2015

COS’AVEVANO DA CONFABULARE L’ALTRO GIORNO PIETRO GRASSO, MARIA RIDENS BOSCHI E IL VICEPRESIDENTE DEL CSM (DI RITO RENZIANO) GIOVANNI LEGNINI? IN EFFETTI GRASSO, AHILUI, HA UN PROBLEMA: ROSARIO AITALA

E’ il suo consigliere diplomatico, colui che gli organizza viaggi, incontri e ricevimenti in giro per il mondo. Un’attività che al presidente Grasso, e a sua moglie Maria, piace davvero un sacco; ma che rischia di ridursi molto presto. Perchè Aitala in realtà non è un diplomatico ma un magistrato. Siculo. Fuori ruolo... 


Cos’avevano da confabulare l’altro giorno, alla sala Zuccari del Senato, il presidente Pietro Grasso, la ministra delle (ri)forme Maria Ridens Boschi e il vicepresidente del Csm (di rito renziano) Giovanni Legnini? Beh, l’agenda ufficiale era chiarissima: presentavano un mattonazzo su tutte le Costituzioni italiane degli ultimi due secoli, un volume di un miliardo di pagine con formidabile prefazione di Legnini e stupefacente presentazione della Boschi.
Quanto a Grasso: ovvio, faceva gli onori di casa.

Ma… ma… ma forse i tre non parlavano solo delle Costituzioni passate o future, per esempio quella di madama Boschi, in votazione pochi metri più in là? Forse, come sospettano i maligni - e si sa cosa diceva Andreotti del pensar male: che si fa peccato, ma quasi sempre ci si indovina – forse all’incorruttibile Robespierre dell’antimafia premeva discutere con Legnini di qualche altro argomento un po’ più personale?

lunedì 12 ottobre 2015

Enrica Lexie: Analisi Tecnica (Annex 1 e 2)


PREMESSA
Nel corso delle udienze che si sono svolte presso il Tribunale Internazionale sul Diritto nel Mare di Amburgo (di seguito ITLOS), relative alla richiesta di parte italiana per il ricorso all'arbitrato previsto dai trattati internazionali vigenti, le due parti (Italia e India) hanno espresso per bocca dei loro rappresentati ufficiali le proprie ragioni sulla controversia.
Tutti i verbali degli interventi sono riportati in una apposita pagina web dello ITLOS, e sono scaricabili in formato .pdf;
LINK  alla pagina ITLOS dedicata alla vicenda

Poiché lo ITLOS era stato chiamato a sentenziare unicamente sulla competenza di giurisdizione(quindi se spettasse all'Italia o all'India in diritto di imbastire un processo penale sui fatti del 15/2/2012)non c'era ragione per nessuna delle parti di intervenire con affermazioni di colpevolezza o innocenza a carico dei due accusati dall'India, M. Latorre e S. Girone.
Ma mentre da parte italiana ci si è attenuti a questo concetto da parte indiana è accaduto il contrario e i rappresentanti dell'India hanno più volte proclamato la colpevolezza dei due accusati come se questa fosse già stata accertata in un processo penale che neanche in India è mai iniziato.
Addirittura prima ancora che l'ITLOS iniziasse le audizioni verbali dei vari rappresentanti delle parti in causa l'India ha depositato un documento scritto in cui si descrivono gli eventi e si proclama dandola per certa la colpevolezza dei due militari italiani per la morte dei due pescatori.

sabato 10 ottobre 2015

DUE PESI E DUE MISURE, PERCHÈ?

In questi giorni si sta decidendo l'estradizione, verso il Marocco, di Abdel Majid Touil. Il cittadino del Marocco sembra implicato nella strage del Museo del Bardo ma "la Procura generale di Milano ha chiesto alla Corte d'Appello di non estradare verso la Tunisia Abdel Majid Touil, il marocchino arrestato nel milanese lo scorso 19 maggio su richiesta delle autorità tunisine per l'attentato al Museo del Bardo dello scorso 18 marzo nella quale sono morte 24 persone, tra cui 4 turisti italiani. Il no all' estradizione viene motivato con il fatto che nel Paese nordafricano il reato di strage viene punito con la pena di morte" (fonte Ansa).

Riflessioni in materia di estradizione del cittadino italiano e riflessi sul caso “marò”

Il caso dei due fucilieri della Marina Massimiliano La Torre e Salvatore Girone attualmente sotto processo in India consente di formulare alcune interessanti osservazioni sull’art. 698 c.p.p. e sui limiti oltre i quali non è ammissibile l’estradizione di un cittadino italiano in un paese straniero.
Altresì consente di valutare ed esaminare una fattispecie penale spesso poco conosciuta nella sua completezza dai non addetti ai lavori, ovvero il reato di abuso d’ufficio (art. 323 c.p.). Ma andiamo con ordine.
L’art. 698 c.p.p. statuisce: “Non può essere concessa l’estradizione per un reato politico né quando vi è ragione di ritenere che l’imputato o il condannato verrà sottoposto ad atti persecutori o discriminatori per motivi di razza, di religione, di sesso, di nazionalità, di lingua, di opinioni politiche o di condizioni personali o sociali ovvero a pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti o comunque ad atti che configurano violazione di uno dei diritti fondamentali della persona”.

venerdì 9 ottobre 2015

Il riscatto? «Mai pagato» Ecco le bugie del governo su Greta e Vanessa


«Governo bugiardo» è l' accusa. E il governo, nel caso degli 11 milioni di euro di riscatto che sarebbero stati pagati per salvare Greta e Vanessa dai fondamentalisti islamici, ha la faccia imbarazzata di Paolo Gentiloni.

In serata il ministro degli Esteri deve giustificarsi al Senato nelle commissioni riunite, insieme alla collega della Difesa Roberta Pinotti. Lo fa alla fine di una giornata in cui ha parlato di Expo e slow food , migranti e human factor , senza mai dire una parola sulla clamorosa notizia. Ora, deve spiegare se in passato ha mentito al Parlamento.

Dopo la liberazione delle cooperanti rapite in Siria a luglio 2014, infatti, parlò di «indiscrezioni prive di reale fondamento e in qualche caso veicolate da gruppi terroristici. Solo illazioni: Italia contraria al pagamento». Era il 16 gennaio, già circolavano le voci su un riscatto pagato ai terroristi e si faceva proprio la cifra di cui si parla ora. Ma Gentiloni, nell' informativa alla Camera, fu molto netto. Adesso che quella arrivata dalla Siria sembra una conferma del pagamento ai rapitori e le polemiche esplodono Fi, Lega e M5S chiedono la sua testa.

sabato 26 settembre 2015

RENZI E GENTILONI VANNO A SCUOLA ALL’ONU PER IMPARARE I DIRITTI CIVILI?

L’Arabia Saudita premiata dall’Onu per i diritti umani?


La notizia è talmente paradossale da apparire falsa. L’ambasciatore saudita Faisal bin Hassan Trad è appena stato eletto a capo del Consiglio per i diritti umani dell’Onu per il prossimo anno, il 2016. Dunque spetterà all’Arabia Saudita, uno dei pochi Paesi al mondo che non ha mai firmato la Dichiarazione universale dei diritti umani, a difendere per conto dell’Onu le vittime dei soprusi e delle violenze. Come dire che sarà il carnefice stesso a giudicare i carnefici. Sdegnata, e piena di dati, la reazione di Hillel Neuer, direttore di UN Watch, l’ong di Ginevra che monitora il lavoro in difesa dei diritti umani delle Nazioni Unite.

Intanto, la monarchia assoluta dei sauditi è il quarto paese al mondo per numero di esecuzioni capitali, dietro Iraq, Iran e Cina, che detiene il record assoluto e irraggiungibile con migliaia di condanne a morte. Fino ad agosto, quest’anno, erano già state eseguite 102 condanne a morte, con un notevole incremento addirittura rispetto al 2014 in cui erano state decapitate 88 persone. Ma sono già cifre da aggiornare perché ha fatto molto clamore il 17 settembre la condanna per crocifissione di Ali Mohammed Al-Nimr, figlio di un dissidente, arrestato nel 2012 quando aveva appena 17 anni. È stato accusato di aver protestato in modo illegale e di essere in possesso di armi da fuoco. Secondo molti giornali arabi, il ragazzo avrebbe confessato tutto sotto tortura e la sua richiesta di appello, respinta, è stata giudicata segretamente.

giovedì 24 settembre 2015

I MARÒ, IL SILENZIO E LE NON RISPOSTE DEI "GOVERNANTI"

Oggi 24 settembre 2015 scadeva la richiesta fatta dal tribunale di Amburgo per inoltrare il nuovo rapporto. Così infatti è riportato dallo stesso Tribunale:
punto 2) - "Il tribunale decide che Italia e India sottopongano ognuna al tribunale il rapporto iniziale previsto nel paragrafo 138 non oltre il 24 settembre 2015 ed autorizzino il presidente, dopo quella data, a richiedere tale informazione alle parti, nel modo in cui lui possa ritenerlo appropriato".

Oggi pertanto siamo arrivati all'ultimo giorno utile perchè questo sia fatto. Ma al cittadino italiano non è dato tutt'ora sapere se ciò sia avvenuto o meno in quanto i "nostri dipendenti" piuttosto che informare stanno più muti dei pesci. Nessuna notizia trapela neppure dai media (ma questa non è una novità).

Mi chiedo e chiedo al Governo se abbia ottemperato a questa richiesta.

Non ho più alcuna fiducia in una risposta ne dalla Ministro Pinotti ne dal Ministro Gentiloni anche perchè pur avendo entrambi un profilo pubblico sia su Facebook che su Twitter seppur sollecitati non rispondono mai. Forse queste pagine servono solo per uso personale?

A tal proposito a titolo di esempio voglio inserire un mio commento postato recentemente proprio sulla pagina della Ministro e la sua risposta. In verità è una risposta che con il copia-incolla è stata data a tutti (o quasi) quelli che hanno commentato questo suo post.
Sono cosciente di essere con questo commento offtopic ma per poter cercare di avere un contatto con le Istituzioni non abbiamo altro modo.


Questo è stato il mio commento:
"Dopo anni in cui pochi o nessuno dei media nostrani sembrava essersi accorto della vicenda dei due Fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, tutto ad un tratto, dopo l'avvio dell'arbitrato internazionale, si è visto un'improvviso aumento di articoli e notizie (dove stavano prima questi signori?). In verità qualcuno di una certa parte politica aveva anche scritto ma gli articoli era incentrati principalmente sulla colpevolezza dei due marò a prescindere (le "divise", a certi, fanno venire l'orticaria)". http://tentor-maurizio.blogspot.it/2015/09/i-maro-e-quella-certa-stampa-che-non-si.html

Risposta:
"Il 26 Giugno scorso l’Italia ha citato in giudizio l’India davanti a un tribunale arbitrale internazionale per la vicenda che vede coinvolti Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Lo abbiamo fatto per i nostri soldati e per il nostro paese, perché rivendichiamo il diritto alla giurisdizione esclusiva italiana sul caso, nonché il riconoscimento dell’immunità funzionale dei nostri militari. Il Governo ha deciso di fare questo passo dopo la chiusura dimostrata dall’India su possibili soluzioni concordate della controversia, e ha deciso di agire con la massima determinazione per portare a casa definitivamente Massimiliano e Salvatore. Il 24 Agosto abbiamo avuto un primo risultato importate: il Tribunale per il Diritto del Mare ha ordinato in via cautelare all’India di bloccare immediatamente il processo penale a carico di Massimiliano e Salvatore, riconoscendo che la sua prosecuzione avrebbe danneggiato i diritti dell’Italia. È un primo passo, ma è lo sviluppo più importante e positivo che questa vicenda abbia registrato, anche per le prospettive future che apre all’Italia. Nei prossimi giorni, infatti, il Tribunale arbitrale che dovrà decidere definitivamente a chi spetti la giurisdizione, sarà costituito e i suoi giudici inizieranno a lavorare a pieno regime sul caso dei nostri fucilieri. I processi internazionali sono lunghi, ma noi non vogliamo attendere anni: non appena il Tribunale sarà in condizioni di funzionare, ci attiveremo per tutelare per via giudiziaria la posizione dei nostri soldati e quella dell’Italia, anche prima della decisione definitiva del caso."

mercoledì 23 settembre 2015

Legge #bavaglio: il Pd realizza il sogno di Berlusconi


"Solo quattro anni fa "La Repubblica" conduceva una battaglia durissima contro la legge bavaglio. Dietro La Repubblica si accodavano tutti i giornali di sinistra, perché tanto quelli di destra erano contenti di potersi censurare da soli e non pubblicare intercettazioni imbarazzanti per il potere politico. Pochi giornalisti coraggiosi si sono opposti, ieri come oggi, ad una legge vergogna. Il Pd realizza i sogni proibiti di Berlusconi e si fa consegnare una delega in bianco che impedirà di pubblicare le intercettazioni penalmente non rilevanti sui giornali. Con questa delega non avremmo saputo che il figlio dell’ex ministro delle Infrastrutture Lupi aveva ricevuto in regalo un rolex da parte di imprenditori finiti in carcere nell’inchiesta Grandi Opere. Non avremmo potuto sapere che l’ex ministro dell’Interno Cancellieri si intratteneva a telefono con la famiglia Ligresti mentre questi erano sotto indagine per uno spaventoso crack finanziario.

sabato 19 settembre 2015

I MARÒ E QUELLA CERTA STAMPA CHE NON SI SA RASSEGNARE


Dopo anni in cui pochi o nessuno dei media nostrani sembrava essersi accorto della vicenda dei due Fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, tutto ad un tratto, dopo l'avvio dell'arbitrato internazionale, si è visto un'improvviso aumento di articoli e notizie (dove stavano prima questi signori?). In verità qualcuno di una certa parte politica aveva anche scritto ma gli articoli era incentrati principalmente sulla colpevolezza dei due marò a prescindere (le "divise", a certi, fanno venire l'orticaria). Fin dagli inizi di questa triste storia si sono formati due schieramenti sudddivisi tra colpevolisti e innocentisti quasi fossero tifosi di una o dell'altra squadra durante una partita di pallone.

I colpevolisti erano avallati da una certa stampa che non ha mai voluto  (o potuto?) prendere in considerazione, ignorandola, l'analisi fatta dal Consulente Tecnico Luigi Di Stefano e disponibile fin da quasi subito sulla sua pagina web. Lo stesso, già il  23 Aprile 2012, aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma con la sua prima analisi che però non è stata mai presa in considerazione ne dai "media" ne dalle italiche istituzioni. Forse solo perchè appartenente a quella parte politica considerata avversa (in Italia la professionalità non conta nulla).

Successivamente si è venuti a sapere che proprio Di Stefano era venuto in possesso di parte degli incartamenti (quelli a lui utili per approfondire le sue indagini) depositati dagli indiani al Tribunale di Amburgo  durante le udienze del 10 e 11 agosto 2015. Come avrà fatto ad ottenere quei documenti che nessuno aveva pensato di acquisire? ... con una richiesta, via email, al tribunale, semplice no? 

Alcuni giorni dopo esce su "Il Primato Nazionale" un primo articolo di Di Stefano dal titolo "Marò: il castello di carta indiano". 

Nei giorni successivi tutti i media si sono scatenati sulla notizia dell'autopsia effettuata sul corpo di Valentine Jalestine, uno dei due presunti pescatori uccisi, dove risulta che il proiettile rinvenuto nel cranio non proviene dalle armi dei marò (calibro maggiore delle munizioni in loro dotazione). Quindi si assiste ad un vero fiume di articoli che parlano di questa importante scoperta che poi di nuovo non ha proprio nulla, già tutto scritto fin dagli inizi nell'analisi di Di Stefano.

Tutto questo "gridare" però crea imbarazzo in molti colpevolisti ed ecco quindi apparire, su "Repubblica", un primo tentativo di smontare questo entusiasmo.
Sulla stessa linea il 17 settembre appare, su "China Files", un'altro articolo .
Il 18 settembre. su "Quelsi", viene pubblicato un corposo articolo dove è esposto quanto non funziona in quelle teorie colpevoliste.

Qui sotto voglio riportare un recente articolo dove in calce vengono citati tutti gli ultimi articoli divulgati da quanti non vogliono rassegnarsi all'innocenza dei due fucilieri del Battaglione San Marco.

Ora, dopo un paio di giorni di "euforismo", è ricalato il più totale silenzio! Aspettiamo la prossima puntata.

mercoledì 16 settembre 2015

ART FESTIVAL A CANEPINA (VITERBO)… CHE FAI VIENI ANCHE TU? MUSICA, ARTE, PITTURA E LETTERATURA TI ASPETTANO “A TUTTO TONDO ART FESTIVAL”

Il movimento artistico  “IN GIRO CON L’ARTE”  in collaborazione con “MUSA DISTORTA”  presentano  la PRIMA EDIZIONE del “A tutto tondo Art Festival” che si svolgerà presso il Museo delle Tradizioni Popolari di Canepina in provincia di Viterbo con il Patrocinio dell’Assessore dei Beni Culturali di Canepina e del direttore del Museo Prof. Quirino Galli.
Sarà un’occasione di incontro tra pubblico e artisti di ogni genere: un grande festival interdisciplinare, un Festival dell’Arte a 360° nei giorni di sabato 19 e domenica 20 settembre prossimi.
“A tutto tondo” è un movimento artistico a 360º nato dal blog “In giro con l’arte”, fondato dall’autrice Concesion Gioviale e dal fotografo Alberto Costantini, con la collaborazione della pagina facebook “Musa distorta” fondata dal musicista poliedrico Emiliano Guiducci. 
Il progetto, senza scopo di lucro, nasce con l’intento di portare l’arte originale “in giro” per la Capitale, unendo varie discipline, come musica, letteratura, teatro e via dicendo, dando la possibilità agli artisti stessi di condividere esperienze e opinioni con lo scopo di creare qualcosa di dinamico e innovativo che susciti interesse e curiosità a un vasto pubblico.
Offre la possibilità agli artisti di esprimere le proprie arti in vari luoghi, a partire dai bar più piccoli e rinomati della Capitale, fino ad arrivare in luoghi pubblici come musei.

L’unica cosa che richiede il movimento è la condivisione, arma efficace per far diventare questa piccola macchia un grande oceano, in un paese dove l’arte originale fa fatica a farsi strada.



Il programma prevede presentazioni letterarie, mostre fotografiche e pittoriche, live e brevi interpretazioni teatrali estrapolati dai libri presentati. Il tutto si aprirà il 19 settembre alle 9,30 con il taglio del nastro e la presentazione del professor Quirino Galli e l’intervento del direttore artistico Concesion Gioviale..

“Speriamo che questa piccola macchia possa diventare un grande oceano, in un paese dove l’arte originale fa fatica ad emergere”.
Artisti che partecipano:
Concesion Gioviale: autrice e direttrice artistica
Teresa Pontillo: pittrice, giornalista e presentatrice del festival
Alberto Costantini: fotografo e inviato di Roma da Leggere
Emiliano Guiducci: Musa Distorta e cantante dei Kryia
Marta Tempra autrice – (e Furio Thot)  con “A.D.1243 – L’Ultimo Assedio Edizioni Arpeggio Libero
Lorina Lucciarini autrice – con   “Il Cielo d’Inghilterra” edizioni Arpeggio Libero 
Emanuela Rocca autrice- con  “Ofle tra i due Mondi” edizione A.pe.d.
Giovanna Avignoni autrice con “Come una bolla” edizione Yucaprint
Emiliano Sclame autore – con “il Circolo Trevi”  edizioni Arpeggio Libero
I ladri di Mescal : band
Vladimiro Modolo: cantautore
Direttore museo: Quirino Galli
Alberto Scala è il custode che ci ha aiutato con l’assessore.
e ora che ne dite di dare uno sguardo a questo luogo fantastico?
MUSEO DELLE TRADIZIONI POPOLARI
Il Museo Delle Tradizioni Popolari di Canepina occupa una buona parte dell’antico convento dei frati Carmelitani. L’ubicazione del Museo nella seicentesca struttura, ormai di proprietà del Comune dopo il 1870, fu voluta dal Sindaco Rosato Palozzi. Con il passare degli anni, a partire proprio da quando nel 1986 si cominciò ad allestire il Museo, la polverizzazione dell’imbiancatura sui muri, gradualmente, metteva in luce sempre più grandi macchie di colori e frammenti di forme e di figure. Ciò fece pensare subito che, sotto una pesante scialbatura, vi fossero degli affreschi. Fatti poi gli opportuni saggi, si ebbe la prova che vari affreschi decoravano il chiostro, il salone al piano terra e le pareti che fiancheggiano le scale che portano al primo piano dell’edificio. Dunque, il Sindaco Enrico Panunzi, allora in carica, coadiuvato dall’entusiasmo del sopraintendente del Museo Quirino Galli, avvia le procedure per avere quei fondi necessari, per il recupero ed il consolidamento di quanto si era intravisto. Procedure, passate poi all’attenzione dell’attuale Sindaco Maurizio Palozzi, che hanno reso la richiesta meritevole del finanziamento nel Docup 2001 – 2006 della Comunità Europea, tramite la regione Lazio. A questo finanziamento unendosi anche il contributo della stessa Regione Lazio, il contributo dello Stato, quello della Comunità Montana dei Cimini e la compartecipazione del Comune di Canepina, hanno reso possibile l’inizio dei lavori e la loro conclusione. Purtroppo, persone ignare del prezioso patrimonio che vi era nascosto sotto la scialbatura, hanno aperto una porta ed alcune finestre menomando di larghi pezzi i sottostanti dipinti, compromettendone la godibilità ed in alcuni perfino la lettura del dipinto stesso. L’intero ciclo di pitture murali, che ornano le lunette e i pennacchi del chiostro, è databile tra il 1610 e il 1627 e sono visibilmente tre i maestri attivi nei tre bracci del chiostro, tutti della scuola di Giuseppe Sebastiani da Macerata, che operava per conto del CardinaleOdoardo Farnese, nell’omonimo Palazzo della vicina Caprarola. L’espressione artistica e i contenuti sono quelli dettati dal Concilio di Trento,1545 – 1563: si dovevano adornare i chiostri dei conventi e dei monasteri, con le storie dei santi più rappresentativi dei rispettivi Ordini; l’iscrizione di didascalie doveva illustrare l’episodio, che, comunque, doveva essere di facile lettura; e le singole scene dipinte dovevano mostrare il Santo vicino alla gente comune, immerso nei fatti del quotidiano. Altri dipinti emersi sono databili a metà del 1700 e sono del Viterbese Domenico Corvi. Insomma, è stato portato alla luce un patrimonio di arte, di cultura e di storia, che merita essere osservato, per sentirne in noi l’intimo colloquio in cui ci porta e le vibranti sensazioni che in noi produce.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI… PASSERETE DUE GIORNI DIVERSI IMMERSI NELL’ARTE.
by Emanuela Rocca
(Fonte)

lunedì 14 settembre 2015

PER MATTEO RENZI NON ESISTE CRISI, ANZI!

Per Renzi non solo il viaggio a New York dove è giunto per la finale femminile tutta italiana di tennis con la modica spesa, come riportato dalla stampa, costata ai contribuenti italiani dai 150 ai 200 mila euro ma ora per poter fare più comodamente i suoi futuri viaggi spunta pure l'ordine per un nuovo aereo.


Pure la bandiera sotto sopra, vergogna!

ROMA – Qualcuno aveva definito l’aereo di Stato, quello che trasporta il presidente del Consiglio nei suoi viaggi istituzionali, “la Cinquecento degli Airbus” in virtù delle sue ridotte dimensioni e della poca autonomia in volo. Una carretta rispetto ai velivoli degli altri leader, e Renzi masticava amaro. E ha deciso di correre subito ai ripari: questo aereo verrà venduto per fare spazio a un nuovo veivolo, all’altezza del ruolo. La notizia è stata pubblicata dal Corriere della Sera. Ma vediamo qualche dettaglio in più.

AEREO – Renzi dunque ha deciso di cambiare e di prendere una berlina dei cieli: anche se a Palazzo Chigi non confermano e non commentano e anche se alcune fonti dicono che la pratica sia stata avviata da Enrico Letta, il premier ha deciso di dare il via libera all’ordine di un nuovo mezzo per i suoi spostamenti. Grande il doppio e cinque volte più capiente dell’attuale, valore stimato 200 milioni di dollari (175 milioni di euro), è capace di voli di medio e di lungo raggio, senza necessità di scali intermedi come quello attualmente in uso. Il nuovo aereo sarebbe stato preso in leasing dall’Alitalia, con una formula che consente all’affittuario un’opzione allo scadere del contratto: pagare una quota per il riscatto, oppure ottenere un nuovo velivolo

mercoledì 9 settembre 2015

QUANTO PUÒ ESSERE TRANQUILLO SALVATORE GIRONE DOPO LA MALATTIA?


Il 31 agosto Salvatore Girone è stato dimesso dall'ospedale di New Delhi dopo essere stato curato per la dengue. Qualche giorno dopo è proprio lui stesso a lanciare l'allarme con questa frase: «Sono stato dimesso ma sono ancora ammalato. I valori del mio sangue non sono perfetti come lo erano prima di contrarre la febbre dengue. Ho ancora bisogno di cure, convalescenza e riposo a casa mia, come spetterebbe ad ogni dipendente statale militare. Ma purtroppo non posso visto il mio stato detentivo illegale».

Cosa potranno fare per esaudire questo ennesimo "grido di aiuto" i nostri amministratori?

Ma cos'è questa dengue che ha colpito il fuciliere del San Marco e quali rischi potrebbero ancora capitargli restando in India?

martedì 1 settembre 2015

L’INFORMAZIONE NEGATA PER I DUE MARO’

62.000 internauti impegnati giorno dopo giorno a rompere il muro di silenzio


Dall’inizio di questa vicenda, il 12 febbraio 2012, un muro di silenzio ha sempre coperto lo svolgersi degli eventi: scarni ed enigmatici i comunicati dei vari ministri, latitanti gli organi di stampa supini a riproporre solo le informazioni pervenute dalla stampa indiana, timidi o assolutamente inesistenti gli approfondimenti gestiti dalle emittenti televisive.

A fronte di questa assurdo atteggiamento, singoli cittadini con storie e provenienze completamente diverse, hanno cominciato ad utilizzare la rete come canale di raccolta informazioni e di sostegno a due militari italiani in missione che sempre più risultavano abbandonati da una politica inerme e incapace.

E più la politica italiana dimostrava la sua incapacità a reagire alla tracotanza indiana più cresceva, fra i cittadini la volontà di dare concretezza alla loro indignazione e solidarietà con Girone, Latorre e le loro famiglie non, come molti strumentalmente sostengono, per sfuggire alle responsabilità degli eventi ma per garantire il rispetto dei diritti ai nostri connazionali e mettere a disposizione di tutti il massimo delle informazioni.