venerdì 23 dicembre 2011

Regalo di Monti a Merkel: l'Europa potrà tassarci

Il premier, senza discussioni preventive, ha deciso che l'Italia aderirà al nuovo grande fratello fiscale europeo. Ridono solo Angela e Sarkò.


Non se ne è discusso nemmeno un minuto prima. Ne ha fatto appena qualche cenno il presidente del Consiglio Mario Monti il 14 dicembre scorso, in una delle più turbolente sedute del Senato della Repubblica. Eppure fra poco più di tre mesi un gruppo di alti euroburocrati, guidato dall’immancabile belga Herman Achille Van Rompuy (attuale presidente del Consiglio europeo), presenterà le linee guida del piano con cui l’Unione europea renderà di fatto prive di senso tutte le prossime campagne elettorali italiane, rendendo definitivo l’attuale commissariamento in corso. Qualche titolo di giornale ha spiegato per sommi capi che 26 Paesi su 27, con la sola eccezione della Gran Bretagna, si preparano a modificare i trattati europei stabilendo il percorso con cui ognuno cederà alla Ue la sovranità fiscale attualmente posseduta, creando quella che è stata chiamata Unione fiscale europea.

Portogallo: "Il debito è l'unica arma che abbiamo"

Pedro Nuno Santos, vice presidente del partito socialista del Parlamento portoghese.

I sacrifici che l'Europa, capitanata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, sta chiedendo ai singoli paesi, stanno scatenando la frustrazione di diversi popoli. Cittadini normali, che sono stanchi delle spese dei governi, delle tasse che devono pagare, delle misure di austerity che sono state loro imposte, iniziano a ribellarsi, a vedersi rappresentati da correnti politiche altrettanto agguerrite. E non parliamo solo della Francia, vista la chiara "minaccia" portoghese, ben descritta in un editoriale di Ambrose Evans-Pritchard, pubblicato nel The Telegraph.

domenica 18 dicembre 2011

Le nuove regole dell’Eurozona: una scommessa persa in partenza

Brutte notizie per i disfattisti. Brutte notizie anche per chi pensava ad un fallimento del progetto Euro e del suo accantonamento, con un ritorno alle vecchie valute. Brutte notizie a chi vedeva ormai prossima la fine dell’Unione Europea. I paesi che alla fine hanno deciso di continuare il Progetto Euro sono 26. Manca come ben sappiamo la Gran Bretagna di Cameron. E tra questi 26 paesi arriverà, se tutto va bene, la firma degli accordi entro marzo del 2012. Accordi che saranno molto duri, molto forti. Almeno questo è quanto garantisce Bruxelles negli ultimi comunicati stampa.E il documento che dovrebbe diventare la base di tutto è quello che viene definito il SIX PACK. Sei nuove regole molto stringenti che dovrebbero essere la base per la ripartenza del progetto Euro, che dovrebbero renderlo più credibile e rigido. Morale: non si scherza. Arriva l’irrigidimento delle regole. Ora chi sgarra paga. E come se paga!
SIX PACK: una nuova era per l’Euro

Il progetto dovrebbe già essere operativo da martedì 13 dicembre. Quali sono queste regole? Eccovi l’elenco:

giovedì 15 dicembre 2011

Lettera aperta dalla rete a tutti i sindaci italiani


Una grande iniziativa proposta da uno dei gruppi più attivi del veb la “rete di cittadini liberi “ informare tutti i sindaci e tutti i cittadini italiani ,che esiste una legge che prevede la partecipazione attiva delle associazioni e dei cittadini e che nel caso non venga applicata un qualsiasi cittadino può far decadere il sindaco. Ora immaginiamo settori strategici della vita di una comunità ,scelte energetiche,rifiuti,scelte ambientali ,cementificazioni, speculazioni… settori dove il solito gruppetto di predatori affaristi ,si muove nell’ombra e in maniera sotterranea ,cosa farebbero questi signori se dei cittadini puntualmente stanno a verificare e a controllare gli atti? E continuamente chiedono spiegazioni sulle scelte amministrative strane?
E nel caso qualcuno faccia il furbo pronti a chiedere petizioni e referendum? Sicuramente gli illeciti e gli abusi si limiterebbero e si avrebbe una maggiore trasparenza.

venerdì 9 dicembre 2011

Sono loro i terroristi, i ladri i golpisti!


Non so se sia certa la relazione del club Bilderberg con i tre fiammanti presidenti europei: Mario Monti in Italia, Lucas Papademos in Grecia e Mario Draghi alla Banca Centrale Europea, però è certo che i tre sono membri di spicco della Commissione Trilaterale e della banca Goldman Sachs. Questo grande organismo mondiale, collegato con agenzie di rating come Moody’s, è uno dei maggiori responsabili della crisi attuale.
Chi non è esperto di politica internazionale, lobbies, mercati, non deve fare altro che affidarsi a “san Google” o a “santa Wikipedia” – oltre a mettere a confronto l’una o l’altra informazione alternativa – per intuire che paragonato a questi nuovi “terroristi finanziari” che ci governano, Macchiavelli era un bambino cattivo.

mercoledì 7 dicembre 2011

Bloccati da 125 società Usa gli acquisti di titoli Ue

Annuncio dell’Authority sui futures: colpito un mercato da 150 miliardi di dollari S&P: a rischio anche il rating del Fondo salva-stati, dura reazione dell’Europa
Divieto assoluto e immediato alle società degli Stati uniti di comprare titoli del debito pubblico europeo. «La Cftc (l’autorità che vigila sui Futures e Derivati Americani) ha deciso di vietare alle 125 Società registrate in America che operano sui Futures, l’acquisto di Titoli di Stato Europei con somme e per conto dei propri clienti. Al contrario, i big dei futures potranno acquistare per i clienti soltanto titoli di stato americani », ha annunciato ieri sera a “Radio 24”, il vicedirettore del Sole 24 ore Alessandro Plateroti. E’ una montagna che crolla sui governi europei, dato che si tratta di un mercato di 150 miliardi di dollari, una decisione presa per difendere i risparmiatori statunitensi, poche settimane dopo il fallimento di MF Global, una compagnia che si era troppo esposta sui titoli europei. Un’ennesima bomba che esplode proprio nel giorno in cui Standard & Poor’s, dopo aver messo sotto osservazione tutti i paesi dell’euro, ha minacciato anche, di conseguenza, la “Tripla A” del Fondo salva- stati. Perderla

lunedì 5 dicembre 2011

LA FACCIA NUOVA CHE RISPECCHIA IL VECCHIO. PRATICAMENTE UNO DI LORO.


Caro Prof. Monti questa manovra e il peso dei prelievi fiscali in generale voluta dal Suo Governo, a mio modo di vedere, colpisce in modo devastante i soliti ceti medi (pensionati e lavoratori), quelli che da sempre pagano le tasse bloccando pure la rivalutazione delle già misere pensioni e innescando ancora una volta un pericoloso effetto depressivo. Non parliamo poi dei lavoratori ai quali non basteranno più neppure 40 anni di attività per meritarsi l'ambita aquisizione di un po' di giusto e meritato riposo con una pensione che si aggirerà più o meno attorno ai 1.000,00 € mese. Non si è neppure pensato che le tipologie di lavoro sono molto diversificate e, come sempre, si è proceduto linearmente. Io, a esempio, non mi sentirei sicuro ad essere operato da un chirurgo 70enne con mani tremolanti o, se proprietario di una ditta, mandare un muratore a riparare il tetto di una casa alla stessa venerabile età.
Sostenere con superficialità che tale manovra è priva di tagli strutturali alla spesa pubblica è falso e grave perché incide sulle aspettative che riguardano il titolo Italia e, di riflesso, incide sul risparmio e il lavoro di tutto il popolo italiano.
Non vedo nessun intervento sulle aliquote Irpef che avrebbe colpito i redditi superiori a 55000 e 75000 € ma solo l’intervento sui capitali scudati tassandoli con un misero prelievo del 1,5% sui capitali rientrati. Non si è tagliato neppure sulle esorbitanti spese militari che ammontano a 20.494,6 milioni di euro per il 2011, giustificandole come necessarie per “missioni di pace”, termine coniato appositamente perchè la nostra Costituzione altrimenti non permetterebbe tali interventi riportando nell'art. 11 “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali......” in Libia i nostri aerei hanno sparato rose?.
Dentro i confini dell'Italia poi abbiamo pure la sfortuna di avere “la Chiesa” la cui parola dovrebbe significare comunità di fedeli e non semplici strutture in cemento e mattoni dove turlupinati i poveri “credenti” e neppure dovrebbe aquisire richezza se non per donarle ai poveri e non ai “furbetti” di turno ai quali neppure lei, Professore, ha osato minimamente colpire. Forse gli hanno promesso un posto nel regno dei cieli? No, non credo sia tanto ingenuo, e allora mi può spiegare il perchè?
Caro Professore, molto altro si potrebbe dire ma mi fermo qui consigliandola perlomeno di non prenderci in giro dicendo di aver prodotto una manovra equa, io non riesco a vederla. Penso invece che Lei sia stato insediato non per risolvere i veri problemi dei cittadini ma solo per togliere le castagne dal fuoco a quanti, per il timore di perdere consensi e favori, non lo potevano fare. Lei probabilmente non rimarrà al Governo fino a fine legislatura (2013), se ne andrà prima, dopo aver spianato la strada a quelli che, già in campagna elettorale, ritorneranno candidamente e ne addosseranno a Lei le resposabilità.
Capisco pure che c'è stata fretta per evadere questa manovra richiestaLe, UE in primis, ma voglio anche ricordarLe che la fretta è sempre stata cattiva consigliera.
Chiudo augurandoLe il buon Natale, Lei certamente lo può fare (coscienza permettendo), molti di noi no.
(Maurizio Tentor - 05.12.2011) 


domenica 4 dicembre 2011

L’ORTICARIA ALLA PATRIMONIALE


Mario ha frequentato buone letture e quindi questa la sa: “Quasi tutte le rivoluzioni che hanno mutato la fisionamia dei popoli sono state fatte per consacrare o per distruggere la disuguaglianza. Scartate le cause secondarie che hanno prodotto le grandi agitazioni, e arriverete sempre alla disuguaglianza”.  E quindi sa che se vuole onorare la sciabola che gli è stata appesa, che non è solo avviare il risanamento dei conti, non è solo avviare la crescita, ma iniziare la ricostruzione del Paese, questo deve fare: scrivere sulla cartellina che conterrà il documento con le misure da portare lunedì in Consiglio dei Ministri questa parola: PATRIMONIALE. Con caratteri grandi e pennarello rosso. Perché solo una robusta, equa, civile patrimoniale può muovere larga parte del Paese a rimboccarsi le maniche per tornare ad essere quella grande Nazione che eravamo. 

giovedì 1 dicembre 2011

Il debutto della "macchina del fango" ma il processo non svela i mandanti

Questo è il racconto di come una matassa fatta di faccendieri prezzolati, di agenti segreti deviati, di uomini della politica e dell'informazione compiacenti abbia messo in piedi la trappola che doveva decapitare l'opposizione di centro-sinistra in Italia. Di come un'inchiesta giornalistica abbia smontato la trappola e di come quella verità giornalistica si sia trasformata, otto anni dopo, in verità processuale. E del perché quella verità sia ancora incompleta.

  ROMA - Cosa è stata "l’operazione Telekom Serbia"? Perché, a otto anni di distanza dall’inchiesta con cui Repubblica svelò la macchinazione che doveva decapitare, screditandola, l’intera leadership del centro-sinistra e intimidire l’allora capo dello Stato (Carlo Azeglio Ciampi), è utile tornare a illuminare questa vicenda? Giuseppe D’Avanzo, che a quell’inchiesta lavorò, ancora nell’autunno dello scorso anno, scriveva: "Quella che si mosse nel 2003 fu la madre delle operazioni lavorate dalla macchina del fango". Un giudizio che aveva solide fondamenta in una "verità giornalistica" a tal punto insormontabile che, il 10 novembre scorso, è diventata anche una verità processuale. La quinta sezione del Tribunale di Roma ha infatti condannato quel giorno a dieci anni di reclusione per "associazione a delinquere finalizzata alla calunnia" l’uomo che dell’operazione Telekom è stato maschera e ventriloquo: Igor Marini, sedicente conte, già facchino al mercato ortofrutticolo di Brescia, improbabile brasseur d’affaires e altrettanto improbabile testimone di accusa di una Commissione parlamentare d’inchiesta utilizzata come strumento di intimidazione politica.

mercoledì 30 novembre 2011

«Politici in fila dai boss, la mafia al Nord controlla il 5% dei voti»

In Lombardia la criminalità organizzata sarebbe in grado di far convergere su questo o quel politico almeno 500 mila voti
 «La mafia al nord controlla il 5% dei voti». La notizia l'ha data ieri il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, nel corso della prima puntata de "Gli intoccabili", condotta da Gianluigi Nuzzi (in onda questa sera, ndr). «Con il sistema elettorale attuale - ha aggiunto - basta spostare il 10-15% dei voti tra destra e sinistra per eleggere un sindaco». Secondo Gratteri, «la mafia è presente nel nord Italia da 40 anni. Se la mafia è più forte di prima è perchè qualcuno le ha aperto le porte. La politica le ha aperto le porte. Nelle nostre indagini fino a 20 anni fa era la mafia che portava pacchetti di voti ai politici. Negli ultimi 3-4 anni, invece, abbiamo dimostrato che sono i politici ad andare a casa dei capimafia a chiedere pacchetti di voti in cambio di appalti». Una prassi - come si vedrà più avanti - ben nota anche alla Commissione Parlamentare Antimafia. 

domenica 27 novembre 2011

La battaglia dell’Europa

Da qualche tempo a questa parte su giornali e blog vari si discute molto dell’Europa dei banchieri. Visti come i veri padroni del vapore, costoro imporrebbero agli stati misure restrittive secondo uno schema ideologico di ferro che farebbe il gioco di pochi eletti a svantaggio della gente comune. 

Le critiche vanno dalle denunce alle politiche liberiste, a confusionarie teorie complottistiche sul signoraggio, per arrivare alla perdita di sovranità degli stati europei nei confronti di non ben specificati centri di potere sovranazionale. Sebbene contengano molte cose giuste, questo genere di critiche sono troppo generiche per cogliere nel segno ma soprattutto non sciolgono un’ambiguità di fondo: che genere di entità è l’Europa oggi? Per capirci qualche cosa di più, proverò a chiarire a me stesso, e spero anche a chi legge, il campo di gioco. Innanzi tutto va detto che oggi l’Europa non è un’entità politica, quello è rimasto un progetto sulla carta ancora molto distante dall’essere realizzato, ma monetaria. Il simbolo e il valore che la definisce si chiama Euro, una moneta, non una politica, nemmeno una visione politica ne tantomeno un’identità culturale.

venerdì 25 novembre 2011

Il Trattato di Lisbona. Altro che Cavaliere.


E così, mentre tutti guardano da quella parte, da quell’altra accade il nostro destino, ma non c’è nessuno a osservare. Accade per esempio il Trattato di Lisbona, il quale, come tutte le cose che ridisegnano la Storia, che decidono della nostra esistenza, che consegnano a poteri immensi immense fette del nostro futuro, non è al centro di nulla, passa nel silenzio, non trova prime pagine o clamori di alcun tipo, nel Sistema come nell’Antisistema.
Pensate: stiamo tutti per diventare cittadini di un enorme Paese che non è l’Italia, governati da gente non direttamente eletta da noi, sotto leggi pensate da misteriosi burocrati a noi sconosciuti, secondo principi sociali, politici ed economici che non abbiamo scelto, e veniamo privati nella sostanza di tutto ciò che conoscevamo come patria, parlamento, nazionalità, autodeterminazione, e molto altro ancora. E’ il Trattato di Lisbona, vi sta accadendo sotto al naso, qualcuno vi ha detto nulla? Ribadisco: fra poco Montecitorio potrebbe essere un palazzo dove qualche centinaio di burocrati dimenticati si aggirano fingendo di contare ancora qualcosina; fra poco la Costituzione italiana potrebbe essere un poemetto che viene ricordato agli alunni delle scuole come un pezzo di una vecchia storia; fra poco una maggioranza politica che non sa neppure cosa significa la parola calzino potrebbe trovarsi a decidere come noi italiani ci curiamo, se avremo le pensioni, cosa insegneremo a scuola, come invecchieremo, o se dobbiamo entrare in guerra, e così per tutto il resto della nostra vita. Altro che Cavaliere, altro che Brunetta o Emilio Fede.
Bene, vado per gradi. Nel primo, vi fornisco un breve riassunto delle puntate precedenti; nel secondo vi spiego il Trattato di Lisbona in sintesi; nel terzo l’approfondimento per chi lo desidera.

giovedì 24 novembre 2011

Governo: CGIL, il presidente Monti sappia che l'illegalità ci costa 330 miliardi l'anno

Solo nel Sud si perdono 180 mila posti di lavoro a causa della Mafia, 500 mila commercianti sottoposti al pizzo, redditi evasi per 270 miliardi. Per la Confederazione è necessario “invertire la rotta”, il governo dia vita ad un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e le Associazioni di Impres.
 
 
“Mi auguro che quanto è stato detto dal neo Presidente del Consiglio Mario Monti nel suo discorso programmatico sul tema della Legalità diventi rapidamente azione concreta di governo”. Lo sostiene Luciano Silvestri, responsabile Legalità e Sicurezza della CGIL nazionale, che oggi ha partecipato all'appuntamento annuale della Fondazione Caponnetto contro le Mafie. Tema di quest'anno: La mafia colonizza l'Europa?
“Del resto – spiega Silvestri - Monti che è un economista sa perfettamente quanto sia grande il peso che hanno la Corruzione, gli Affari della Mafia e quelli della Criminalità Organizzata  sulla vita economica del nostro Paese”.
Ma ecco alcuni dati che rendono chiara l'urgenza di invertire la rotta. Ecco il peso reale della criminalità organizzata sull'economia del nostro Paese.

mercoledì 23 novembre 2011

Teramo, nuovo attacco al giudice Tommolini Sit-in dei magistrati sotto la casa del gip

Dopo l'attentato incendiario, due uomini scavalcano la recinzione di casa. sotto accusa la mancata protezione. I magistrati del tribunale accorrono per darle solidarietà. Lei dice: "Sono scossa".
TERAMO. Nuovo attacco al gip Marina Tommolini. In mattinata il comitato per l'ordine e la sicurezza decide che il giudice dell'attentato incendiario deve essere protetto, ma in serata due persone tornano a scavalcare il cancello dell'abitazione del magistrato. Nonostante l'annuncio di qualche ora prima, alle 19 davanti alla casa non c'era nessuna pattuglia di carabinieri o della polizia. Chi è tornato per spaventare ha agito indisturbato. E per questo in serata in via Colombo sono arrivati i colleghi del gip Marina Tommolini: con il presidente del tribunale di Teramo Giovanni Spinosa, tanti giudici tra cui i magistrati di corte d'Appello Armanda Servino e Aldo Manfredi, Giovanni Cirillo, Domenico Canosa. Con loro il primo cittadino di Martinsicuro Abramo Di Salvatore e il maresciallo Spartaco De Cicco, il carabiniere a cui sabato notte hanno dato fuoco alla macchina dopo aver fatto la stessa cosa con quella del giudice. Una silenziosa protesta per una denuncia forte: magistrati in strada per proteggere una collega.

martedì 22 novembre 2011

L'EURO È UNO STRUMENTO PER SCHIACCIARE LA CLASSE OPERAIA

L'economista Pedro Montes inaugura il seminario dell'Accademia del Pensiero Critico di Socialismo21


La maggior parte delle analisi della redditività della zona euro e i benefici (o meno) di rimanere nella moneta unica sono inseriti, con poche eccezioni, nel quadro dell'ortodossia neoliberista e incorrono in un'inflazione di cifre e tecnicismi. Ma al di là di queste analisi funzionali al sistema, cosa è l'euro? “Uno strumento nelle mani dei poteri economici per schiacciare la classe operaia”, risponde l'economista Pedro Montes dopo trentasei anni di lavoro nel Dipartimento Studi del Banco di Spagna.

lunedì 21 novembre 2011

Mario Monti e il grande bluff


Il nuovo governo si appresta a colpire i soliti noti con Ici, Iva e quant’altro. E non si riesce a sentire neppure un sospiro di progressismo.
La settimana scorsa il presidente della Commissione europea Barroso aveva detto: “Stiamo attraversando una crisi profondamente sistemica”, dimostrando come il fatto sia diventato chiaro anche ai narcotizzati di Bruxelles.
Il Parlamento italiani intanto ha votato nel tripudio generale la fiducia al professor Monti. Una maggioranza schiacciante, che in altri tempi si sarebbe definita bulgara, ha lanciato il nuovo esecutivo nell’iperspazio.

venerdì 18 novembre 2011

Farage a Van Rompi: “In nome di Dio”, chi diamine le da il diritto di fare lezioni al popolo italiano?


Eccoci qui, sull'orlo del disastro economico e sociale, e in questa stanza oggi abbiamo quattro uomini che dovrebbero essere responsabili. Eppure abbiamo ascoltato i discorsi più insipidi e tecnocratici di sempre: state tutti negando.

L'euro è un fallimento sotto tutti i punti di vista. Di chi è la colpa? Chi è che ha in mano il vostro destino? Ovviamente la risposta è: nessuno di voi. Perché nessuno di voi è stato eletto. Nessuno di voi ha avuto la legittimazione democratica necessaria per arrivare ai ruoli che state attualmente ricoprendo. E in questo vuoto è arrivata Angela Merkel.


giovedì 17 novembre 2011

Al peggio non c'è mai fine.


Forse ci eravamo illusi che il peggio fosse alle spalle? e invece no.

Il giorno dopo l'entrata in carica del nuovo governo, è il momento di andare a sbirciare fra le pedine schierate da Monti nella sua personale formazione. Ieri abbiamo visto come le banche assumano un ruolo rilevante nell'esecutivo, oggi vogliamo concentrarci su una figura particolarmente importante per il futuro del paese: il ministro dell'Ambiente.
Chi è dunque Corrado Clini, nuovo ministro dell'Ambiente? A chi abbia seguito le vicende del gabinetto negli ultimi vent'anni, il nome non suonerà affatto nuovo. Clini ha avuto il ruolo di direttore generale del ministero dell'Ambiente fin dal 1990, e nel corso degli anni ha navigato nelle alterne fortune e nelle varie vicende che hanno coinvolto il dicastero.

martedì 15 novembre 2011

Da Tre-Monti ad un Monti: il Calvario

Il 12 novembre 2011 si è dimesso il Premier Silvio Berlusconi! 
Casualmente, lo stesso giorno di 215 anni fa, Napoleone si arrese agli austriaci nella battaglia di Caldiero! Certamente il parallelo tra il condottiero francese e l'omino di Arcore è una bestemmia, ma la coincidenza della data è veramente interessante...
Tutta colpa di Silvio Berlusconi. Se l’Italia è in rovina è colpa sua. Non ha fatto nulla per questo paese, se non leggi ad personam”.
La colpa è di una persona e adesso che si è dimesso, avremo risolto tutti i problemi nazionali.
Tale è il messaggio che sta passando, e anche i mercati internazionali danno segnali di questo tipo.

lunedì 14 novembre 2011

Tutto tranne democrazia

Sta succedendo qualcosa. Qualcosa che va oltre la crisi economica: sembra più che altro una crisi di sovranità. E non è la questione di lana caprina che tanto sembra preoccupare i nostri editorialisti di punta, ovvero se sia giusto o meno farsi commissariare dalla UE e dall'FMI rinunciando così - formalmente e pro-tempore - al possesso delle nostre stesse chiavi di casa. E' qualcosa di più profondo, una trama nella trama che si può provare a spiegare in molti modi diversi, ma che non è prudente lasciare che si dipani mentre l'attenzione generale si concentra su alcuni personaggi e non su altri. 

giovedì 10 novembre 2011

Breve storiella del debito pubblico

Il nuovo capo del governo greco è un certo Lucas Papademos che ha cominciato la sua carriera presso la Banca Centrale di Grecia e nel 2002 è diventato vicepresidente della Banca Centrale Europea. Dal 2010 è stato consigliere del primo ministro socialista Georges Papandreou e recentemente proprio in questa veste ha partecipato ai negoziati fra Atene e la «Troika» (Fmi, Commissione europea e Bce) per salvare il Paese dal default.
In Italia sembra che la persona che andrà a sostituire Berlusconi sia tal Mario Monti che nel 1985 diventa professore di economia politica presso l'Università Bocconi di Milano, dove diventa direttore dell'Istituto di Economia Politica. Commissario Europeo (1994-2004). 
Praticamente la scelta dei nuovi capi di governo di Grecia e Italia (sotto dittatura UE e per interesse della BCE??) sono economisti ma questo sarà forse solo un caso e un mio pensiero. Maurizio.



Come sappiamo già da mesi, alcuni paesi europei sono stati privati del loro potere politico di indirizzo economico, e sostituiti da strutture europee economico-finanziarie quali la Banca Centrale Europea, il famigerato Fondo Salva Stati (variante europea del Fondo Monetario Internazionale), nonché dalla stessa Unione Europea e dalla Banca Centrale Tedesca. Di fatto, parlare di commissariamento è fin troppo poco: quello che stanno vivendo i paesi più indebitati dell’eurozona ricalca alla perfezione ciò che hanno vissuto, nel corso dell’ottocento e del novecento, decine di paesi del secondo e terzo mondo, con l’FMI al posto del Fondo Salva Stati, la Banca mondiale al posto di quella europea e il governo statunitense al posto dell’Unione Europea. Tutti paesi che, di fronte ad un debito pubblico sempre più grande e col rischio dell’insolvenza, si affidavano a strutture finanziarie sovranazionali che ne determinavano le riforme, ne garantivano la solvibilità e ne indirizzavano le politiche economico-sociali. La storiella del debito, dunque, è abbastanza vecchia da poter essere presa a modello per capire cosa accadrà  in Italia, ricordando anche cosa successe a qualche paese invaso dalle stesse cure che toccheranno a noi.

martedì 8 novembre 2011

Il debito pubblico in 12 domande e risposte

12 RISPOSTE SUL DEBITO E COME USCIRNE CON EQUITA'

1. Cos’è il debito pubblico?
Il debito pubblico si forma quando le strutture dello stato (governo, regioni, province, comuni) spendono più di quanto incassano attraverso imposte, tributi, tariffe, oneri sociali. Lo scarto che si crea nel corso di un anno si definisce deficit. La somma di tutti i deficit accumulati ad una certa data forma il debito. In altre parole il deficit esprime la sfasatura relativa ai singoli anni; il debito la situazione debitoria complessiva accumulata negli anni. Uno stato con potere di battere moneta, può finanziare il proprio debito con l’emissione di nuova moneta. Il che corrisponde ad una tassazione generalizzata di tutti i cittadini, perché l’emissione di nuova moneta, a parità di produzione, provoca inflazione, ossia aumento generale dei prezzi che decurta il potere d’acquisto di tutti.
L’Italia ha utilizzato questa via prevalentemente negli anni settanta, facendovi ricorso più limitato negli anni successivi. Ma da quando è entrata nell’euro, nel 2001, questa possibilità le è preclusa del tutto perché il potere di emissione è assegnato alla Banca Centrale Europea, espressione delle banche centrali della zona euro, a loro volta espressione delle banche private dei singoli stati. La Banca Centrale Europea non ha fra i propri compiti quello di soccorrere i paesi debitori e gli unici modi che questi hanno per fare fronte alle proprie difficoltà finanziarie sono il dilazionamento dei pagamenti nei confronti dei propri fornitori e l’accensione di prestiti presso banche e qualsiasi altro soggetto (assicurazioni, fondi, famiglie) disposto a fornire denaro in cambio di un tasso di interesse. Generalmente il prestito è ufficializzato da un certificato emesso dal Ministero del Tesoro, che certifica l’ammontare ricevuto, la data di restituzione e il tasso di interesse riconosciuto. Tali certificati sono genericamente definiti titoli di stato o titoli di debito pubblico, ulteriormente suddivisi in Bot (Buoni ordinari del tesoro), Cct (Certificati di credito del tesoro), o altro, in base alle condizioni specifiche del prestito.

lunedì 7 novembre 2011

Topi e rattoni di fine regime

“Ci sono topi tutto in giro, topi tutto in giorno” diceva il Principe De Gregori in una canzone cosiddetta minore del 1989. E di topi se ne vedono in abbondanza ai nostri giorni. Si sa, quando le navi affondano, anche i bastimenti, anche i grandi transatlantici di gran lusso pieni di signorine discinte e lacchè, i topi lasciano la nave prima ancora che i ballerini della sala grande si accorgano che il party è finito. In questo caso noi, sui nostri piccoli infimi natanti, chi col moscone, chi col pedalò, qualcuno più fortunato col suo motoscafetto con motore fuoribordo, ce n’eravamo accorti da tempo che il transatlantico aveva una grossa falla. Una,

venerdì 4 novembre 2011

Ci sono pantegane e ...... pantegane che non arrivano al processo

Le pantegane (ratti) si sono mangiate il fascicolo e il giudice è stato costretto a rimandare l'udienza di due mesi. E' successo l'altro giorno a Venezia. «E non è la prima volta», dicono gli avvocati: «A volte gli atti finiscono pure nel canale».

«Scusate, ma le pantegane si sono mangiate il fascicolo, dobbiamo rinviare il processo». Il giudice della Corte d'appello di Venezia ha spiegato agli sconcertati avvocati che l'udienza in corso doveva saltare al 5 dicembre: chiedendo anche, per favore, se nel frattempo potevano fare le fotocopie del loro fascicolo, poiché gli originali erano stati completamente rosicchiati e, dunque, inservibili.
Insomma: processo sospeso per pantegane, neanche fossimo nel Burkina Faso. «L'è propri bela», se la ride l'avvocato Massimo Veneri di Verona. «Ma guardi che non è stato l'unico caso di quella mattina di atti processuale distrutti dai topi, credo che sia successo in altri cinque o sei casi», aggiunge un collega, l'avvocato veneziano Giovanni Fabris.
Al processo in questione, di secondo grado, si doveva discutere di un contenzioso fra un'azienda di Verona e l'altra di Padova per concorrenza sleale, una vicenda che si trascina dal 2000, giunta a giudizio in primo grado nel 2005, mentre l'appello era cominciato nel 2006. A fine 2011, tutto rinviato per topi.
L'avvocato Veneri e il suo collega Giovanni Fabris hanno diligentemente fatto le fotocopie del loro fascicolo processuale e le hanno depositate presso la cancelleria del tribunale d'appello, con in omaggio una trappola per topi. E sui loro bigliettini da visita hanno scritto: «Contributo personale per il buon andamento della giustizia». In cancelleria si sono messi tutti a ridere, dicono i due avvocati.
Ma Venezia non è nuova a episodi che hanno del grottesco. L'avvocato Veneri ricorda quella volta che i fascicoli finirono nel Canal Grande. Era un procedimento per reati penali di carattere patrimoniale contro un importante banchiere di Verona e potente uomo politico: «I fascicoli non si trovarono e quindi mandarono assolto l'imputato. I maligni dicono che abbiano fatto apposto a buttare i documenti nel canale».
Ma episodi analoghi succedono anche in tempi recenti. L'inviato dell'Espresso, Fabrizio Gatti, nel 2007 si è intrufolato nelle aule di giustizia di Venezia e ha trovato stanze incustodite, fascicoli abbandonati, rinvii sine die e in procura si poteva entrare con la pistola in borsa. E in laguna c'è un record poco invidiabile: per anni ai primi posti in Italia per lentezza dei processi.
La derattizzazione dovrebbe riportare tutto alla normalità, ma la giustizia è sempre in acque profonde al tribunale a Venezia.
(da l'Espresso - di Paolo Tessadri del 02 novembre 2011)

lunedì 31 ottobre 2011

Il Governo Mondiale Invisibile


L'umanità è sottomessa a un Governo Mondiale Invisibile composto di banchieri, petrolieri, finanzieri, proprietari d’immense fortune e proprietari della Banca privata della Federal Reserve USA. E' il governo onnipotente che impone e ordina agli stati nazionali. Lo statista inglese Benjamin Disraeli che sapeva di cosa parlava ha detto: "Il mondo è governato da personaggi molto diversi da quelli che immaginano coloro che non si trovano dietro le scene".

domenica 30 ottobre 2011

Solidarietà


Mai nella storia un termine come “Solidarietà” fu stravolto, fino a diventare, per molti, visceralmente rivoltante, sinonimo di sfruttamento delle disgrazie altrui, per il proprio arricchimento. Sentiamo parlare di Solidarietà dai mass media sempre in associazione a situazioni di disagio, sofferenza, malattia, povertà e, in generale, in tutte quelle situazioni in cui c'è una situazione di bisogno, ma la Solidarietà non ha nulla a che vedere con tutto ciò. Quello di cui parlano i mass media sarebbe carità o beneficenza, se fosse fatta nel più assoluto riserbo, ma dato che viene sbandierata ai quattro venti, è evidente che si tratta in una astuta forma di promozione pubblicitaria per l'azienda o un sistema di marketing che ha come obiettivo di coinvolgere emotivamente le persone più sensibili ai temi sociali, ma non è, nel modo più assoluto, Solidarietà.

venerdì 28 ottobre 2011

Eurogendfor, la nuova polizia europea con poteri illimitati.


Praticamente non ne ha parlato nessuno. Praticamente la ratifica di Camera e Senato è avvenuta all’unanimità. Praticamente stiamo per finire nelle mani di una superpolizia dai poteri pressoché illimitati. Che sulla carta è europea, ma che nei fatti è sotto la supervisione statunitense. Tanto è vero che la sede centrale si trova a Vicenza, la stessa città dove c’è il famigerato Camp Ederle delle truppe USA.

mercoledì 26 ottobre 2011

La protesta non basta, mettiamo in campo le idee


Sto assistendo ad un fenomeno veramente deprecabile e allarmante. Non è da oggi che lo contesto, nei miei interventi su youtube, con articoli sul sito e nelle omelie in chiesa. Sì, anche in chiesa, perché non vedo che male ci sia nel trattare il degrado di una società che da sola non riesce proprio a trovare l’uscita dal tunnel, nella speranza che il cristianesimo ci apra uno spiraglio di luce.

martedì 25 ottobre 2011

Quel patto sul cadavere di Donatoni dietro il nonnismo nella caserma dei Nocs

Dalla vicenda delle sevizie alle “reclute” e dello spietato “sottocomando” che governava la struttura dei corpi speciali, emerge una vecchia storia. Il gruppo dei prevaricatori unito dalla partecipazione al conflitto a fuoco (Riofreddo, 17 ottobre 1997) tra i rapitori dell’imprenditore Soffiantini e gli uomini dei corpi speciali nei quali morì un agente colpito da “fuoco amico”. In questa storia anche un altro morto (uno dei banditi, forse “giustiziato”), un suicidio e un fascicolo insabbiato.

lunedì 24 ottobre 2011

Pronta la nuova dittatura Europea,si chiama Mes


E mentre si continua con le distrazioni di massa,e mentre l’Europa continua a dare segni di assenza totale su tutto,da comunità di valori si sta trasformando in una succursale di questo potere occulto che si muove nell’ombra,potere occulto che vuole controllare tutto e tutti ,che vuole la divisione su tutto per avere il potere su tutto. Crea instabilità,miseria,indebitamento,povertà per poi riappropriarsi di tutto,ora questo potere occulto ne ha fatto un'altra grossa ,una vera porcata.

Il male oscuro


In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!

sabato 22 ottobre 2011

Primo congresso del Movimento di Responsabilità Nazionale

Dio fa gli uomini e fra di loro si accoppiano”
Ma quale è questa responsabilità? chi sono questi responsabili? a me è sembrata una grande finta festa dove si è enfatizzato un evento, a mio modo di vedere, minimale. Una "festa" che ha stentato a decollare, quasi una finzione, un teatrino di paese, anche se in grande stile, dove non si è badato allo spreco di denaro in faccia a un intero popolo che non riesce ad arrivare a fine mese. Gli invitati stentavano ad arrivare, forse, solo perchè c'era lo sciopero dei mezzi pubblici (ma questi girano con i mezzi pubblici?) o perche i tombini non riuscivano a far defluire le acque del nubrifagio.
Lo “spettacolo” inizia con tanto di banda che suona il “nostro” Inno Nazionale a tutto volume e nell'attesa dell'inizio del congresso e visto l'ancora scarso aflusso per

giovedì 20 ottobre 2011

L'Italia delle povertà


Il Rapporto della Caritas e della Fondazione Zancan sarà presentato oggi all’Università Gregoriana in occasione della “Giornata mondiale della povertà”. Le anticipazioni, in linea con i numeri già diffusi dall’Istat, raccontano di un paese che evidentemente non trova soluzioni al numero crescente dei poveri. Si arriva agli 8,3 milioni del 2010 contro i 7,8 del 2007, il 20% dei quali é sotto i 35 anni.

mercoledì 19 ottobre 2011

Stato sociale sovrano, o vinceranno violenti e finanza


Rilevo nei “demolitori” di piazza san Giovanni una qualità superficiale e un limite di fondo. La qualità sta nella rapidità. L’onda di una rivolta distruttiva cresce in Europa ogni giorno, con accelerazioni improvvise. E’ interessante notare che, sul piano strettamente visivo, questi “riots”, queste azioni rivoltose, sembrano le uniche in grado di colpire alla stessa velocità dei famigerati mercati finanziari. In termini puramente simbolici, le fulminee azioni della guerriglia urbana danno cioè l’illusione di essere le uniche capaci di tener testa al ritmo forsennato della speculazione finanziaria, che

lunedì 17 ottobre 2011

Cercando di capire la violenza di Roma


Dopo mesi di dibattito sul perché gli italiani non si indignassero, un gruppo sparuto, ma comunque di parecchie centinaia di persone, e non del tutto alieno a spezzoni del movimento, come alla maggioranza di noi piacerebbe che invece fosse stato, ha cancellato con una violenza insensata la bellezza e la creatività di centinaia di migliaia di pacifici partecipanti alla manifestazione di Roma. Il Viminale ci ha messo del suo per favorire e reprimere solo apparentemente una violenza che aiuta il governo ad uscire per un attimo dall’angolo e delegittima le ragioni di chi critica l’ordine vigente. Ma non tutto è così semplice.

domenica 16 ottobre 2011

Fincantieri, fabbrica occupata. Parlano gli operai.


I lavoratori Fincantieri di Sestri Ponente (Genova) si aspettavano una semplice cosa dall’incontro di ieri al Ministero dello Sviluppo Economico: lavoro. Purtroppo, dai primi messaggi arrivati dalla delegazione scesa a Roma, si capisce che l’incontro è stato il solito film stravisto di promesse e rinvii (al 9 novembre). Immediatamente esplode la rabbia dei 400 lavoratori, preoccupati per l’avvicinarsi della chiusura del cantiere in primavera. Ed immediata la decisione di riversarsi in strada per bloccare la sede Fincantieri occupando il cantiere.

venerdì 14 ottobre 2011

Movimento mondiale dell'umanità (Modum)


I 12 punti Modum




1. Non ha nessun senso intraprendere una qualsiasi azione politica in un qualunque schieramento se non si è affrontata con priorità assoluta la questione monetaria. 

2. Sino a quando la moneta non risulterà di proprietà dei cittadini ed amministrata in nome e per conto degli stessi da un organo pubblico, qualsiasi azione ispirata al buon governo risulta inattuabile ed impossibile. 

mercoledì 12 ottobre 2011

Voi ancora credete che........












Voi ancora credete che a questo Paese
dilaniato per anni e anni da una politica di lestofanti
- non sono l’eccezione, ma la regola! -
sia possibile restituire la democrazia
con la democrazia?

Voi ancora credete che bastino le proteste di piazza
per rovesciare un regime
dove la parola è stata incatenata?

martedì 11 ottobre 2011

MA QUALE COESIONE SOCIALE? IL CAPITALISMO E' MORTE PER GLI OPERAI





La Crisi del capitale, crisi di sovrapproduzione mondiale, stà riversando tutti i suoi nefasti effetti sul lavoro salariato. i padroni hanno sostenuto con gli artifizi finanziari la produzione, una economia drogata per sostenere i loro profitti causando il collasso dell' intero sistema, provocando gli sconquassi di interi paesi, con le popolazioni portate alla fame. Di questo passo ci chiederanno di amare i nostri sfruttatori e oppressori e odiare gli sfruttati e gli oppressi. Tutti adesso parlano affannosamente di "coesione sociale", ma quale coesione sociale ci puo' mai essere tra un pugno di capitalisti super-ricchi che ricattano attraverso il loro governi intere popolazioni con la

lunedì 10 ottobre 2011

Vogliono i soldi. I tuoi.



Da un po' ci pensavo, ma mi accusavo da sola di complottismo esagerato. Ora leggo l'intervista a Ennio Doris su Il Tempo (orore, lo so) e devo ricredermi.

Non sottovalutate le parole di uno come Doris. Spesso, e l'ho verificato svariate volte, quelli considerati più "fessi" sono poi coloro che spiattellano ingenuamente le più scottanti verità. E Doris sta dicendo in sintesi che sì, lo Stato italiano ha un debito stellare, i rating crollano,

domenica 9 ottobre 2011

Strage annunciata nell'Italia del boom

PER NON DIMENTICARE


9 ottobre 1963 - Vajont, la valle scomparsa.


Sul grande pianoro bianco come di una brina mattutina, bianco come certi paesaggi invernali dei pittori fiamminghi, si muovevano come formichine nere i sopravvissuti, gli amici e i parenti giunti dai villaggi vicini, i curiosi della morte altrui - e io fra essi - che arrivano sempre per sentirsi vivi nella strage.
La sera prima nessuno avvisa del pericolo gli abitanti di Longarone, e neppure quelli della frazione Spesse che sta proprio sotto la diga. Alle otto di sera si cena e sono tutti in casa, la televisione sta per trasmettere una partita di calcio. La massa di acqua si abbatte come un gigantesco colpo di maglio su Longarone, su Erto, su Casso e poi la valanga torbida, ribollente prosegue tagliando in due Castellavazzo, trascinando i morti per decine di chilometri.

sabato 8 ottobre 2011

Confalonieri, attacca Internet e il Gratis



"Se c'è qualcosa da pagare sui contenuti, devi pagarlo, perchè devi averlo gratis? Noi operatori televisivi invece siamo considerati dei 'paria', dei morti, dei decrepiti. Siamo stati convocati a Bruxelles (n.d.r.: in occasione del G8 digitale del maggio scorso), era apparso Steve Jobs in video conferenza e sembrava che fosse apparso la Madonna: 'Oooh, Steve! Steve!". Queste le durissime parole pronunciate da Fedele Confalonieri, presidente onorario di Mediaset, poche ore prima dell'annunciata scomparsa di Steve Jobs. Il polemico attacco di Confalonieri si è registrato durante un convegno organizzato da Mediaset sulla creatività e il diritto d'autore.

venerdì 7 ottobre 2011

IL SIGNORAGGIO - L’ILLICEITÀ DEL SISTEMA FISCALE

I motivi giuridici delle cause per ottenere di
NON PAGARE
TASSE, FIDI, MUTUI,
ANTICIPI DI QUINTO ECC
Indisturbate, sotto gli occhi della magistratura, le banche centrali, fra cui la Banca d’Italia (BdI) e la Banca Centrale Europea (BCE), incredibilmente private, praticano il crimine del signoraggio primario, mentre le banche commerciali praticano l’ancor più grave signoraggio secondario, realizzando peraltro un’evasione fiscale maggiore sia delle tasse pagate che delle tasse evase dal resto della società.
Dopo averlo infatti segretato già dalla nascita della Repubblica fin negli atti del Parlamento (con gli omissis), si è ‘scoperto’ che la BdI è di privati (85% banche, 10% assicurazioni, 5% ignoti), come gran parte delle altre banche centrali; fra cui la BCE, che è al 14,57% della BdI, e quindi dei suoi proprietari.

giovedì 6 ottobre 2011

Il berlusconismo e il collasso della democrazia italiana: Intervista a Luigi Ferrajoli


Nato a Firenze nel 1940, Luigi Ferrajoli è forse oggi il maggiore teorico del diritto italiano. Dopo aver fatto il magistrato e aver contribuito a fondare Magistratura democratica, è stato professore di Filosofia del diritto, prima a Camerino e poi a Roma 3.

(Stralcio dell'intervista a Luigi Ferrajoli)

Venendo all’Italia, sono passati decenni dalle discussioni sull’uso alternativo del diritto ma siamo ancora al conflitto politica-magistratura; da anni tu diffidi di qualsiasi supplenza da parte dei giudici e ribadisci che anche in una democrazia costituzionale il ruolo decisivo spetta al Parlamento. Il problema è però che fare, se il Parlamento ormai serve solo a ratificare le decisioni di un governo che fa tutto tranne che governare.
L’uso alternativo del diritto fu solo il titolo di un convegno di giuristi di sinistra svoltosi a Catania nel maggio 1972 e dei due volumi, curati da Pietro Barcellona, che ne

mercoledì 5 ottobre 2011

Lo sapevate che potranno rettificare?

Questa è una prova generale di quello che potrà accadere se il comma 29 dell'articolo 1 del DDL di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma "ammazzablog", dovesse entrare in vigore così com'è. Buona rettifica a tutti.
 
Alessandro Giglioli è un giornalista milanese che lavora all'Espresso, vive a Roma e tifa per l'Inter; Giulia Innocenzi è nata a Rimini, è bionda e ha lavorato ad Annozero; Luca Sappino è il più giovane di tutti, va in giro in bici e conduce una trasmissione alla radio; Vittorio Zambardino ha un blog che si chiama "Scene digitali", tifa per il Napoli e scrive delle cose molto interessanti su Facebook; Giuseppe Civati è consigliere regionale in Lombardia, è chiamato "Pippo" dagli

martedì 4 ottobre 2011

Comma ammazza-blog: un post a Rete unificata - noleggebavaglio

TESTO DA DIFFONDERE:

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog? 
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione. 

lunedì 3 ottobre 2011

Il denaro-debito: la più grave piaga sociale contemporanea

Oggi la MONETA nasce di proprietà della banca che la emette prestandola. Noi vogliamo che nasca di PROPRIETA’ dei CITTADINI attraverso la restituzione agli STATI della SOVRANITA’ MONETARIA (G. Auriti)
 
Vi siete chiesti come mai non solo i nostri politici ma i politici di tutto il mondo civile non sono in grado ormai da un paio di secoli di risolvere alcuni gravi problemi economico-sociali quali debito pubblico, tasse esose, indebitamento di aziende e cittadini, perdita del potere di acquisto degli stipendi, sperequazione sociale, cronica ed artificale instabilita' economica? Vi siete mai chiesti come mai, malgrado la disponibilita' di enormi risorse umane, materiali e tecnologiche, Stati e cittadini sono indebitati e sempre piu' poveri mentre le banche sono sempre piu' ricche? Per rispondere a queste domande chiedetevi a chi appartiene il denaro al momento della sua creazione e scoprirete che tutto il denaro viene prodotto come debito di Stati e cittadini verso il sistema bancario! I banchieri regnano grazie al denaro-debito!
 
 
 DEBITORI DALLA NASCITA

“Debitori dalla nascita”: questa frase non è solo il titolo del nuovo libro del giornalista Rossano Orlando, ma la fotografia di una condizione cui tutti siamo soggetti.
Ogni cittadino, dal neonato al pensionato, è infatti oggi gravato da un debito di 30.000 euro. Questa somma incontestabile deriva dalla divisione del debito pubblico, che a gennaio 2011 ha toccato il record di 1879,9 miliardi di euro, per il numero della popolazione della nostra penisola.

sabato 1 ottobre 2011

Il Paese e il Palazzo parlano due lingue diverse

Un milione e 200mila firme contro il Porcellum raccolte in tre mesi sono l’ennesimo segnale della distanza che separa Montecitorio dagli italiani. Evidentemente non è bastata la lezione referendaria di giugno né quella delle amministrative. Gli elettori vogliono contare e decidere, sono studi di continuare ad assistere. E gli unici ad averlo capito sembrano Napolitano e Prodi.

Un milione e duecentomila firme raccolte in tre mesi per dire no al porcellum, a questa legge elettorale di nominati e per ripristinare il Mattarellum, utilizzate per le elzioni del '94, '96 e del 2001. E, soprattutto, assestare un altro colpo al sordo mondo dei partiti. Firme raccolte d’estate e con banchetti organizzati non certo in modo scientifico. Un risultato straordinario figlio del tam tam e dell’intolleranza degli italiani.

venerdì 30 settembre 2011

Ci riprovano: bavaglio ai blog

A Berlusconi la Rete libera e diffusa dà fastidio: gli toglie consenso politico e sottrae investimenti pubblicitari alle sue tivù. Ecco perché tenta di nuovo di disincentivarla. Con una strategia semplice: quella della paura.
video
Immaginate una bilancia - quella della celebre immagine della giustizia che continua a campeggiare nelle aule dei nostri Tribunali - e mettete da una parte il diritto all'informazione e la libertà di parola e dall'altra il presunto diritto di pochi a parlare, senza essere ascoltati da magistrati e forze dell'ordine, anche quando la chiacchierata è finalizzata ad ordire crimini e reati e soprattutto, quello altrettanto discutibile - per non dire inesistente - a che la stampa non racconti le loro malefatte.

mercoledì 28 settembre 2011

Lettera aperta al Presidente del Brasile Dilma Rousseff


Egregio Presidente del Brasile Dilma Rousseff ho ascoltato con molta attenzione le parole da lei pronunciate all’Onu ,attenzione che è andata oltre il suo discorso, perché ho cercato di capire concretamente quello che lei vuole fare per il suo paese e per il mondo,come dice giustamente anche lei stiamo in una fase particolare in cui si potrebbero creare problemi tra i cittadini e le nazioni…
Non poteva cominciare meglio il suo discorso Egregio Presidente Rousseff”Signor Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, Capi di Stato e di governo, Signore e signori.

Cosa non fare con internet e il diritto d’autore

Pensare di ricostruire in un contesto rivoluzionato i funzionamenti di quello vecchio a forza di leggi non solo è perdente, ma crea guai peggiori


Chi ripone grandi speranze nella rete non ha più voglia di spiegare ciò che ormai è dato leggere anche nelle premesse delle peggiori leggi internetticide. «La rete è l’ambito delle nuove libertà e dei nuovi diritti»: il Presidente di AGCom esordisce decantando le meraviglie del medium, poi passa al sodo, e spiega sul Corriere delle Comunicazioni come proteggerà la rete: da se stessa.