venerdì 16 agosto 2013

Sallusti e Il Giornale querelati per calunnia e diffamazione dal Presidente della Cassazione: vediamo come se la cavano questa volta.


Vediamo come la cupola mediatica presenterà la faccenda nei prossimi giorni.

Ecco i fatti: quattro giorni fa il quotidiano Il Giornale, in prima pagina, offriva un'agghiacciante immagine del giudice Esposito, presidente della Corte di Cassazione che ha sentenziato Berlusconi definitivamente.
Venerdì sera, il dott. Antonio Esposito ha presentato regolare denuncia nei confronti del direttore responsabile della testata, Alessandro Sallusti e della proprietà, Paolo Berlusconi, per calunnia e diffamazione. Ecco la citazione dall'atto di querela scritta dal giudice:



«......del tutto diffamatoria è la notizia di aver ricevuto in regalo una Mercedes, così come diffamatorie sono tutte le altre notizie contenute nell'articolo in questione, di cui sarà provata la falsità nelle sedi competenti (cene a sbafo, invece regolarmente pagate come giá documentalmente provato con memoria inviata al Csm nel 1995; casa realizzata in cooperativa con accollo di mutuo quindicennale ecc.). Così ristabilita la verità dei fatti attraverso inoppugnabili provvedimenti giurisdizionali, ogni altra replica sarà affidata alle competenti sedi giudiziarie». 

Il quotidiano Il Giornale, inoltre, aveva scritto che "Esposito fu trasferito dal Csm perché con la sua scuola (l'Ispi -ndr) guadagnava cifre enormi, incompatibili con lo stipendio da magistrato". 

Il giudice Esposito, nella sua querela, afferma invece che «il trasferimento di ufficio, deciso a strettissima maggioranza dal Plenum del Consiglio il 7 aprile 1994 venne dapprima sospeso (doppie ordinanze conformi del Tar Lazio e del Consiglio di Stato) e poi posto nel nulla dal Tribunale Amministrativo del Lazio con sentenza del 27 marzo 1996». Poichè il quotidiano descriveva il giudice Esposito come persona oggetto di regalo di una Mercedes da parte di "ignoti", facendo intendere chissà chi, il presidente del collegio dei giudici della Cassazione ha così replicato nella sua querela ufficiale: "questa vicenda è destituita di ogni fondamento.... a tempo debito la questione era stata posta dal sottoscritto medesimo e venne archiviata, già in fase istruttoria, sia in sede penale, che disciplinare, che amministrativa. In tutte queste sedi si è accertato, con prova orale e documentale scritta, l'assoluta legittimità dell'acquisto da parte del sottoscritto».

Ora, il problema che nasce è il seguente (ma non aspettatevi che la stampa italiana ne parli):  il direttore de Il Giornale non si trova in prigione per assolvere ai suoi obblighi di Legge soltanto per il fatto di essere stato fortunato oggetto della grazia del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, come è nelle sue competenze. Ma la grazia cancella la pena abolendola, ma non cancella la colpa, che rimane. 
Nella sentenza che lo aveva condannato, il giudice aveva specificato di aver identificato in Sallusti, "una personalità recidiva socialmente pericolosa perchè incline alla reiterazione del reato" essendo stato precedentemente condannato ben 7 volte per i reati di calunnia e diffamazione, avendo rovinato diverse vite.
Se in questo caso, il giudice che gestirà la querela dovesse condannare Sallusti, varranno -a termini di Legge- i precedenti del querelato, identificato come delinquente recidivo "graziato". 

La cosa sarebbe comica se non si trattasse di un evento tragico dal punto di vista etico.
Risulterebbe che il Presidente della Repubblica, invece di credere ai giudici che ritenevano Sallusti una "personalità socialmente incline alla reiterazione del reato" quindi socialmente pericolosa per la comunità, ha dato la grazia a una persona che ha approfittato della sua generosità per usare questo regalo come semaforo verde reiterando una colpa già acquisita, dimostrata e formalizzata.

Magari finisce nella stessa cella del suo capo.

La costituzione neppure parla della grazia conferita una "seconda volta" alla stessa persona; si dà per scontato che chi ha usufruito di tale regalo una volta, ben si guarda di finire nei guai per la stessa motivazione di nuovo. Non esistono precedenti, quindi.
Nel caso si dovesse verificare tale situazione, il Presidente di tutti gli italiani sarebbe capace di dare la grazia per la seconda volta alla stessa persona graziata pochi mesi prima che non appena libero commette lo stesso reato?

Vi sembra un paese normale, questo?
Voi, se foste un investitore straniero, verreste mai a investire anche 10 $ in una nazione così?
(di Sergio Di Cori Modigliani - Fonte)
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7 commenti:

  1. L'informazione per essere obbiettiva deve essere prima di tutto libera . LIbera da padroni che la utilizzano per i propro obbiettiivi: libera dal potere politico ed economico .Non essere coostretto a condizionamenti per ottenere contropartite come: contributi ,agevolazioni e privilegi vari.
    Solo così le notizie vere ed obbiettive saranno nella condizione ottimale per unformare. Se il giornalista poi è
    tendenzioso per naturale vocazione ,dovrebbe cambiare mestiere, sopratutto se è recidivo..

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  2. intanto il reato va provato poi si vedrà!

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  3. Sarebbe comodo abolire la libertà di stampa per certi eversivi della sx che condannano prima dei tribunali.Aspettiamo e vediamo come se la cava esposito e poi pensiamo a Sallusti ed alla nuova grazia.Che disonestà intellettuale!

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  4. Io penso solo che nel caso ''Io''avessi commesso un reato e , sempre per ipotesi avessi anche la cifra (enorme) per difendermi fino in Cassazione e comunque venissi ugualmente condannato, dovrei solo accettare . Invece , qualcun'altro , contravvenendo alla Costituzione fa' un bel po' di casino atteggiandosi a vittima della Giustizia cercando anche di ''screditare'' un Giudice di Cassazione . Prendo solo atto che questo, non solo e' un'atteggiamento ''arrogante'' ma anche ''discriminante'' per la Costituzione stessa . Mi sembra che , un'atteggiamento paragonabile sia stato ''ordito'' tempo fa' e continua ad esserlo come prassi comune solo ed esclusivamente dai ''Mafiosi'' Forse che la mia sia solo una fantasia ? O forse solo un punto di vista discutibile ?

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  5. Mi par d'averlo udito, quel signore, dir che il Presidente giusto lo fece "poiché avevo ragione"."Di grazia"...signori; non vi sembra quasi una chiamata in correità uscir dalla bocca d' uno stolto? Ma crede egli che da un atto umano di Napolitano (opinabile) poter trarre davvero carta bianca?
    E' vero!! Ma in qual paese viviamo?

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  6. giuseppemagaletta22 agosto 2013 16:03

    il diritto di cronaca e di critica deve porsi i limiti che la giurisprudenza ha già sancito. in generale, non mi riferisco a sallusti e al suo giornale, non è possibile sparlare di una qualunque persona pensando di farla franca soltanto con una dazione di denaro. chi sbaglia dolosamente deve pagare, anche con il carcere

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