lunedì 12 agosto 2013

Lo sterminio dei militari italiani, avvelenati da vaccini mortali e uranio impoverito


Otto vaccini in 28 giorni: probabile causa di morte tra i militari. Il Ministero della Difesa tace ormai da anni. L’accusa: “ci sono liste segrete che non vogliono mostrarci”.

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Il quotidiano La Repubblica sta seguendo il caso in discussione in questi giorni nella Commissione uranio impoverito. La storia è quella di migliaia di militari che si sono ammalati e sono morti in seguito a qualche pratica militare. Non si sa se la causa principale sia l’esposizione all’uranio impoverito, ma è certo che in molti riconoscono un fattore essenziale “nella lunga serie di vaccinazioni” fatte in soli 28 giorni.

INCRIMINAZIONE PER DISOBBEDIENZA - Ma attenzione: se sei militare a queste vaccinazioni non puoi opporti o rischi di essere incriminato per insubordinazione come è accaduto a Luigi Sanna, ex maresciallo dell’areonautica. La moglie, avvocato, spiega alla giornalista Vittoria Iacovella che il marito ha solo chiesto in forma scritta “perché si dovesse fare quelle vaccinazioni” e “se non fosse pericoloso”, dato che erano tutti a distanza ravvicinata.
Non ha ricevuto risposta così ha reiterato la domanda affermando di non volersi vaccinare sebbene le vaccinazioni fossero imposte dall’esercito. Prima doveva ricevere le informazioni richieste. L’unica risposta ricevuta al secondo tentativo è stata: “Non abbiamo ragione di ritenere che non siano pericolosi”. L’ex maresciallo è stato comunque obbligato a vaccinarsi ed ora rischia oltre un anno di carcere per non aver ottemperato agli ordini. Quindi è un ordine? Pare di si, ma dicono di no. L’esercito infatti da la possibilità di scegliere: o il vaccino, o il posto di lavoro.

MORIRE DI CANCRO - Del resto l’ex maresciallo Luigi Sanna si è ammalato di cancro proprio come altri militari, alcuni in vita, altri già morti. Come Francesco Randelli, morto di cancro nel 2008. Aveva partecipato ad una “spedizione a Porto Marghera” dove ha avuto l’occasione di respirare un pò di diossina dopo una serie di vaccinazioni obbligatorie e imposte dall’esercito. In seguito alla sua morte, il padre ha cominciato a raccogliere le prove dello “sterminio”, come lui stesso lo definisce.
Ed è lo stesso padre di questo giovane militare morto a soli 26 anni a fare un’accusa fortissima: “ci sono liste nascoste che non vogliono mostrarci”. Sarebbero infatti 3500 i militari monitorati e circa 200 quelli morti a causa di uranio impoverito.
Lo stesso esercito che impone le vaccinazioni quindi, monitora chi ne ha avuto danni come se questi ragazzi fossero topi da laboratorio. Lo stesso Sig. Randelli afferma poi che il famoso documento dove “ti fanno scegliere” è in realtà un’imposizione bella e buona: ti fanno scegliere davvero se farti vaccinare o meno, ma se dici di no vieni processato e perdi il lavoro.

IL PROGETTO SIGNUM - E’ lo stesso Randelli poi a parlare del Progetto Signum. Grazie all’indagine sugli effetti dell’uranio impoverito sui militari andati in Iraq si è scoperto che la presenza di questo è quasi impercettibile mentre solo “cinque vaccinazioni a volte si sviluppavano ossidazioni cellulari che portavano a tumori Signum era un progetto grande, coinvolgeva quattro università, stava arrivando a conclusioni scientificamente importanti ma ad un tratto, di punto in bianco è stato accantonato. Forse questo studio ha fatto paura a qualcuno e si è fatto in modo che non andasse oltre. Così noi parenti delle vittime ci ritroviamo a tirare pugni nel buio. Io sono stanco, stanco anche di rabbia e rancore. Mio padre, il nonno alpino che ispirò mio figlio, ha fatto nove anni di guerra, ha creduto in questa Repubblica, e ora io da questa voglio risposte”.

I POLITICI COMMOSSI - Ed è alla terza audizione che si hanno i colpi di scena, quella in cui si presenta a conferire mediante video conferenza Erasmo Savino, di Nola (NA), ex caporal maggiore di soli 31 anni che improvvisamente si è ritrovato un cancro al dito del piede. In breve tempo il cancro ha metastatizzato anche nei polmoni. Chemioterapie e terapie di vario tipo hanno aiutato a tenere la testa alta dinanzi al cancro che non perdona. Erasmo Savino afferma al cospetto dei Parlamentari commossi: “forse sono arrivato al termine della mia vita, ma sono stato abbandonato dallo Stato”.
Il silenzio del Ministero della Difesa su questa vicenda è inaccettabile, per questo alcuni parenti di militari e lo stesso padre di Randelli hanno aperto una causa penale. Ma per Erasmo il risarcimento non ci sarà perché non gli è stato riconosciuto lo status di “vittima del dovere”. Quando si dice che le parole hanno il loro peso burocratico!
L’85% dei militari ammalati non è mai stato all’estero. Basta infatti avere un sistema immunitario impazzito a causa dei vaccini e respirare un pò di “mal’aria” del belpaese per generare un cancro e farlo progredire all’interno del corpo.

IL SILENZIO - Ma adesso che la vicenda si è fatta dura ecco che il Parlamento ti ascolta. L’accusa di Carlo Carta, avvocato di Luigi Senna, ex militare citato poc’anzi, afferma che il Parlamento faceva orecchie da mercante per ogni richiesta di aiuto. Adesso le cose stanno cambiando. Lo stesso Senatore Giacinto Russo afferra il cellulare proprio in Commissione mentre Savino sta testimoniando e manda un messaggio al figlio che è inviato in Afganistan chiedendogli se anche lui ha dovuto fare tutte quelle vaccinazioni. Ovviamente le ha fatte tutte: le mani le porta al viso, la disperazione gliela si legge in volto. Intorno a lui gli Onorevoli hanno gli occhi lucidi dinanzi al racconto di un malato terminale. Una nota di commozione ci voleva proprio: per il popolo è bello sapere che anche i Senatori hanno un cuore nonostante il silenzio assoluto del Ministero della Difesa.
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