domenica 30 marzo 2014

TASI: ATTESA PER LA NUOVA STANGATA

“ICI e TARSU, IMU, IUC e TASI, sono nomi ormai funesti a cui gli italiani ribattono a suon di Gasp, Gulp e soprattutto Sigh!”



Cambia il nome, ma non la sostanza, sulla falsariga seguita dai partiti da oltre quattro lustri; in principio fu ISI, imposta straordinaria sugli immobili facente parte del pacchetto di prelievi fiscali varati dal governo Amato per risanare i conti pubblici all’indomani degli scandali finanziari che portarono a Tangentopoli. Già alla fine di quell’anno l’imposta venne confermata e mutò denominazione da ISI a ICI, imposta comunale sugli immobili, divenendo in breve tempo una delle maggiori fonti di finanziamento dei Comuni italiani. Passata attraverso svariate riduzioni e pseudo abolizioni, l’ICI sulla prima casa venne sostituita nel 2011, su iniziativa del governo Berlusconi IV, che scaltramente lo inserì all’interno del decreto legislativo per l’attuazione del federalismo fiscale, decretandone l’entrata in vigore nel 2014. L’intenzione di lasciare questa patata bollente al nuovo governo venne vanificata però dalla caduta del Cavaliere. Lo sfacelo delle finanze dello Stato era però tale che il governo Monti dovette anticipare l’ingresso dell’IMU al 2012, suscitando sdegnate e demagogiche reazioni proprio tra coloro che materialmente partorirono il nuovo balzello. 

Da riconoscere però che l’IMU vantava sì diversi nodi che furono oggetto di aspre critiche, ma rispetto all’ICI garantiva forse una maggiore equità, prevedendo una cospicua detrazione per la prima casa, riduzioni per il numero di figli a carico e faceva fronte all’escamotage consolidato di intestare, all’interno dello stesso nucleo familiare, le seconde case al coniuge o alla prole in maniera che figurassero comunque come abitazioni principali. La nuova TASI è attualmente sul tavolo di lavoro del governo Renzi, che dopo l’esame dei vari emendamenti procederà, pare già dalla settimana prossima, all’esame in aula. Stando alle prime indiscrezioni la nuova imposta ricalcherà in buona parte i criteri utilizzati dall’ IMU, rimarrebbe invariata l’aliquota sulla prima casa mentre quella sulle seconde verrà, sembra, ritoccata al rialzo; sarebbe confermata la detrazione sulla abitazione principale e previste nuove agevolazioni per i nuclei familiari in cui dimorino disoccupati e cassintegrati. La tanto temuta “botta” non dovrebbe colpire i proprietari di un singolo immobile, quanto chi ne possieda un diverso numero, mentre per i proprietari di edifici di lusso la situazione sarebbe ancora più cupa.

Da considerare infine che una volta ricevuto l’avallo delle Camere, la palla passerà ai Comuni, i quali, con apposita delibera, renderanno note le aliquote finali da applicare ed eventuali ulteriori decurtazioni. Il termine ultimo per il versamento dell’acconto, inizialmente previsto per il 16 giugno pare sia già slittato al 31 luglio. Così come già accaduto per l’IMU, è da pagare, ma non chiedetegli come perché non lo sanno nemmeno loro…
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