domenica 2 giugno 2013

Jesolo: vietato assumere donne per non offendere gli immigrati islamici



Grave episodio di discriminazione sessuale a Jesolo. In vista dell’estate 2013 nessuna donna potrà lavorare come beach steward. La sicurezza in spiaggia dovrà essere garantita da soli uomini in quanto gli immigrati islamici non accettano di essere rimproverati da donne. Non si vuole offendere la religione islamica, quindi niente donne. E’ stato Renato Cattai, presidente di Federconsorzi, associazione che raggruppa i gestori dell’arenile jesolano, a darne notizia il giorno di presentazione del servizio di spiaggia lanciato un anno fa.
 
«Nel 2012 le ragazze hanno svolto benissimo il loro compito —afferma Cattai —ma abbiamo rilevato che in vari casi sono state motivo di tensione con gli immigrati e non certo per colpa delle operatrici». Il motivo? La diversa considerazione della donna nella religione musulmana. «Abbiamo riscontrato che il musulmano non tollera di essere rimproverato da una donna— continua Cattai —la considera un’offesa, si agita, risponde in malo modo, creando situazioni di tensione. E così abbiamo deciso di impiegare solo maschi».

L’odio degli immigrati islamici verso le donne ha causato diverse aggressioni nel corso dell’estate 2012. Un ambulante aveva ad esempio preso a schiaffi una steward, colpevole di averlo invitato ad uscire dalla concessione.

Per il 2013 verranno assunti 50 beach steward, solo uomini,  i quali si occuperanno di informazioni al turista e di avvisare ambulanti e massaggiatori abusivi che è vietata la sosta nelle zone in concessione, di rintracciare i genitori di bambini smarriti in collaborazione con i bagnini di terra e di salvataggio.  «Sono il nostro biglietto da visita in spiaggia», spiega il sindaco Valerio Zoggia. “Distribuiranno materiale che informa i turisti di non acquistare materiale contraffatto, chi lo farà sarà passibile di sanzione e non avrà scuse”, puntualizza il comandante della polizia locale, Claudio Vanin. A proposito, inviteranno le donne ad indossare il costume integrale per non “urtare” gli islamici?

In un paese civile e democratico gli immigrati devono rispettare le leggi, le usanze e la cultura del popolo che li ospita. In Italia accade il contrario, gli autoctoni cambiano le proprie leggi e i propri comportamenti sulla base della “cultura” degli immigrati. Le scelte vengono fatte in modo da non urtare gli stranieri. Forse qualcuno pensava che approvando la ridicola convenzione di Istanbul sarebbero cessate le discriminazioni o le violenze sulle donne. Poveri illusi. La violenza è destinata a crescere a causa dell’immigrazione, fenomeno non compatibile con la tutela delle donne, anche dal punto di vista culturale come dimostrato dal caso in questione. Ovviamente le associazioni “femministe” non organizzeranno alcuna protesta contro questa vergognosa scelta, quando ci sono di mezzo gli immigrati tutto è concesso. I media nazionali faranno finta di nulla,  sono troppo impegnati a parlar male solo ed esclusivamente dei cattivissimi maschi italiani bianchi e cristiani.

AGGIORNAMENTO:
Dopo le dure proteste causate dalla vergognosa decisione di non assumere donne per evitare attriti con gli immigrati islamici che vendono abusivamente merci false sulle spiagge di Jesolo, Federconsorzi ha fatto parziale retromarcia. Le donne saranno assunte ma potranno operare solo accompagnate da uomini, il cui compito sarà sostanzialmente quello di difenderle in caso di aggressione da parte degli abusivi islamici.

Luca Zaia, govenatore del Veneto, ha giustamente reagito in modo duro: “È ora di finirla, stiamo davvero esagerando. Ora pretendono anche di imporci il sesso di chi può lavorare e di chi deve fare rispettare le leggi? E’ una decisione del tutto sbagliata. Visto l’andazzo io avrei fatto il contrario e avrei assunto tutte donne. Chi sono quelli che non le vogliono? Stiamo parlando di gente che vende merce contraffatta e va avanti nell’illegalità arrecando un forte danno ai nostri commercianti e facendo allontanare i turisti alle nostre spiagge. E si permettono anche di imporci chi deve far rispettare le leggi che loro peraltro neanche rispettano? Non scherziamo.”
 L’esponente della Lega Nord parla di un «segno dei tempi che corrono» e mette tutti sull’avviso: “Il turismo è per noi fondamentale. In Veneto si registrano 67 milioni di turisti all’anno. La presenza di questi vu cumprà allontana turisti e quindi allontana i profitti”. «E’ ora di finirla, le leggi vanno rispettate. Non esiste che questa gente ci imponga di discriminare le nostre donne.” 


Lorenzo Fontana,  capodelegazione della Lega Nord al Parlamento Europeo attacca: «Proprio in una fase in cui si è deciso di promuovere una maggiore presenza delle donne nei consigli comunali, attraverso la modifica del meccanismo delle elezioni amministrative (cosa sbagliata dato che in democrazia il cittadino vota in base alle idee politiche del candidato e non in base al sesso dello stesso, ndr) scopriamo che quest’estate molte ragazze non potranno svolgere uno dei lavori stagionali più tradizionali per i ragazzi veneti».

Durissimo il commento della senatrice Pdl Cinzia Bonfrisco. «La notizia che viene dalle spiagge di Jesolo mi offende e mi scandalizza come cittadina e ancor di più come parlamentare veneta».

Alessia, una studentessa di 21 anni che ha lavorato lo scorso anno come beach steward, ha parlato delle aggressioni subite durante la sua attività: «Sono state più volte minacciata e insultata con tutti gli epiteti immaginabili dai venditori abusivi quando cercavo di allontanarli – spiega -. In alcuni casi mi hanno anche sputato addosso. Per fortuna al mio fianco c’erano dei colleghi maschi che mi hanno difesa e hanno evitato che mi accadesse qualcosa».

Oltre alle vibranti proteste in questione, è arrivata anche la minaccia del Comune di Jesolo di ritirare lo stanziamento di 130mila euro ai vigilantes dell’arenile.  Cattai – presidente di Federconsorzi –  ha fatto in serata una precipitosa retromarcia. «Dall’1 giugno  inizierà il progetto di ‘Beach Steward’ anche con la presenza delle donne». Ma con un’aggiunta, quella della presenza obbligatoria «di pattuglie miste, per una questione di sicurezza reciproca e per evitare ogni tipo di suscettibilità, a prescindere da qualsiasi credo o provenienza».

In sostanza non è cambiato molto. Le donne potranno lavorare ma solo se accompagnate da colleghi uomini, i quali dovranno quindi difenderle dai “migranti” aggressivi. La pattuglia mista dovrebbe anche servire ad  ”evitare ogni tipo di suscettibilità”: tradotto in italiano significa probabilmente che solo i maschi della pattuglia potranno redarguire gli abusivi islamici, sono molto suscettibili e non accettano di essere rimproverati da donne.

Una nazione nella quale gli autoctoni modellano le proprie decisioni sulla base dei comportamenti degli immigrati non è una nazione civile, e non è abitata da persone sane di mente.
(Fonte)
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2 commenti:

  1. Spero che questo problema sarà risolto in un prossimo futuro. Siamo tutti diversi e devono adattarsi alle esigenze in tale modo, che tutti siano felici.

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  2. Lo spero anch'io! Le discriminazioni non fanno parte del mio modo di pensare e non dovrebbero far parte nemmeno di quanti si ritengono persone veramente civili.

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